giovedì 30 giugno 2011

La Grande Guerra sul fronte dolomitico - Filippo Cappellano


 

I Contenuti

La quarta armata italiana (1915-1917)

Testi e documenti con 171 fotografie - 39 cartine e 15 disegni.
 

 

La Recensione

Bellissimo libro, con tantissime testimonianze, lettere, documenti e cartine per cercare di capire quella che fu la prima guerra mondiale combattuta in alta montagna: la disperazione, gli atti d'eroismo, le sconfitte di questi uomini trincerati ad altitudini altissime, morsi dal gelo, dalla fame e sempre sotto tiro dal nemico austriaco.
Per capire il sacrificio di chi combattè su questi scenari, oggi meta di turisti, che dovrebbero oltre ad apprezzare questi contesti magnifici, anche quello che fu la scacchiera di morte di molti uomini valorosi.



Voto: 4/5

    martedì 21 giugno 2011

    Metro 2033 - Dmitry Glukhovsky


     

    I Contenuti

    L'anno è il 2033. Il mondo è ridotto ad un cumulo di macerie. L'umanità è vicina all'estinzione. Le città mezze distrutte sono diventate inagibili a causa delle radiazioni. Al di fuori dei loro confini, si dice, solo deserti e foreste bruciate. I sopravvissuti ancora narrano la passata grandezza dell'umanità. Ma gli ultimi barlumi della civiltà fanno già parte di una memoria lontana, a cavallo tra realtà e mito. L'uomo è stato sostituito da altre forme di vita, mutate dalle radiazioni e più idonee a vivere nella nuova arida terra. Il tempo dell'uomo è finito. Poche migliaia di esseri umani sopravvivono ignorando il destino degli altri. Vivono nella metropolitana di Mosca, la più grande del mondo. E l'ultimo rifugio dell'umanità. Le stazioni sono diventate dei piccoli stati, la gente riunita sotto idee, religioni, filtri dell'acqua o semplicemente per difendersi. E un mondo senza domani, senza spazio per sogni, piani e speranze. I sentimenti hanno lasciato spazio all'istinto di sopravvivenza, ad ogni costo. VDNKh è la stazione più a nord, una volta la più bella e più grande. Oggi la più sicura. Ma oggi una nuova minaccia si affaccia all'orizzonte. Artyom, un giovane abitante di VDNKh, è il prescelto per addentrarsi nel cuore della metro, fino alla leggendaria Polis, per avvisare tutti dell'imminente pericolo e ottenere aiuto. E lui ad avere le chiavi del futuro nelle sue mani, dell'intera metro e probabilmente dell'intera umanità.
     

    La Recensione

    Libro che tratta un tema caro alla fantascienza, quello del filone "post-apocalittico", molto classico e molto sfruttato, è sempre difficile trovare qualcosa di veramente innovativo in questa sfruttatissima miniera.
    Il pregio di questo autore è stato proprio questo, inventarsi uno scenario originale e molto ben strutturato: i sopravvissuti si riuniscono in comunità molto diverse fra loro, ricreando quella che era la società prima del non precisato evento che catapulta i sopravvissuti all'interno della Metropolitana Moscovita.
    Ci sono stazioni, dove vige il benessere, sia culturale che monetario, alcune lasciate alla fame e alla povertà estrema, ai più biechi comportamenti umani; ci sono democrazie, totalitarismi, estremismi fanatici e religiosi, il tutto all'interno delle varie stazioni che il protagonista dovrà attraversare per portare a termine la sua missione.
    La trama è accattivante e l'autore, che non fa del "bel stile" il suo punto di forza (prima pecca), passa in rassegna le varie situazioni con uno stile un poco approsimativo, non riuscendo a tratteggiare in maniera incisiva i vari personaggi (seconda pecca), ma riesce a rendere le angosce e le privazioni o i soprusi all'interno dell'ambientazione da lui creata. Lodevoli e inquietanti i passaggi nei tunnel tra le varie fermate, che personalmente mi farà sempre ripensare a questa lettura ogni qualvolta mi recherò nel sottosuolo a prendere la metropolitana.
    Dunque il punto di forza di questo libro sono senz'altro gli scenari e la trama di fondo, i punti deboli sono i personaggi troppo poco caratterizzati, la scrittura molto "giovane e acerba", certe tirate per i capelli per uscire dalle varie disavventure; quello che davvero infastidisce sono le descrizioni dei pensieri del protagonista che non sono proprio il massimo. Una sorta di filosofia spicciola propinata al lettore un po' troppo ripetitiva e molto "populista".
    Dunque una storia particolare, un po' fuori dagli schemi soliti della letteratura post-apocalittica con diversi spunti interessanti.
    Molto belli anche i capitoli dove il protagonista si ritrova all'esterno della metropolitana, alle prese con una Mosca devastata, radioattiva, popolata da esseri genticamente modificati dalle radiazioni: mi sarebbe piaciuto leggerne di più, ma probabilmente avrebbe snaturato proprio la tipicità della storia tutta ambientata in una metropolitana. Da notare: il passaggio dove Artyom, il protagonista principale, ritrova rinchiusa una persona ormai mumificata, morta durante l'attacco nucleare, con il diario degli ultimi giorni scritto sulle pareti/rifugio di quello che sarà la sua tomba perenne.
    Un po' affrettato il finale, ma essendo uscito il seguito, immagino che le avventure come si suol dire, non finiscano qui.
    Lettura a tratti molto piacevole e godibile, da raccomandare sicuramente ai fan della serie post-apocalittica, peccato per le pecche sopra descritte altrimenti le cinque stelle erano d'obbligo.
    Leggerò con piacere il seguito.



    Voto: 3/5
     

      lunedì 6 giugno 2011

      Invisible Monsters - Chuck Palahniuk


       

      I Contenuti

      Shannon McFarland, splendida top model, dalla vita ha avuto tutto quello che si può desiderare: l'amore, la carriera, un'amicizia sincera. La sua esistenza viene però sconvolta quando, mentre sta guidando la sua auto, una misteriosa fucilata la raggiunge al volto, lasciandola orrendamente sfigurata e incapace di parlare. E da affascinante centro di attrazione Shannon si ritrova ad essere un mostro invisibile, evitato da tutti, tradita dal fidanzato Manus e dall'amica del cuore, Evie. Ma tutto cambia di nuovo quando in ospedale Shannon fa conoscenza con la Principessa Brandy Alexander, a cui manca ancora solo un intervento chirurgico per diventare una vera donna. Brandy non solo la trascinerà in un viaggio delirante con il proposito di aiutarla a vendicarsi di Evie e di Manus, ma soprattutto le spiegherà come reinventare se stessa. E che niente e nessuno è mai quello che sembra a prima vista...  


      La Recensione

      Anche i migliori amici, a volte, ci fanno incazzare.
      Così anche i libri dei nostri autori preferiti a volte ci deludono, così com'è successo a me con l'ultimo libro che ho letto di Palahniuk; le aspettative erano alte perchè abituato al fatto che l'autore sa come sorprendermi sempre con le sue storie straordinarie e il suo stile di scrittura crudo, diretto, imprevedibile. Per la sua manifesta superiorità nel sorprendere.
      Sebbene in questo romanzo tutto ciò che ho appena descritto è presente, forse gli argomenti cominciano ad essere troppo ridondanti tra un libro e l'altro e c'è qualcosa che rende il tutto troppo assurdo e il drammatico si trasforma in qualcosa di così grottesco che anche gli spunti per una maggiore riflessione, vanno a spegnersi e a cadere.
      Devo dire che dopo tutti i libri che ho letto dell'autore, il migliore probabilmente è "Soffocare", dove esiste un equilibrio tra tutte le caratteristiche dello scrittore e nessuna riesce a superare l'altra, rendendo il tutto particolare, ma senza l'estremismo che ho trovato in questo romanzo.
      La prima parte della storia è piuttosto confusa e di difficile lettura, mentre il finale a "rotto di collo" svilisce la profondità delle riflessioni a cui voleva portarci Palahniuk, che come sempre nei sui libri fanno da sfondo alle sue storie.
      La caratteristica dell'autore è proprio la possibilità che regala al lettore di provare a rompere gli schemi e provare a pensare in maniera diversa.
      Mi piace molto la sua originalità di scrittura e di inventiva, ma qui, vuoi anche per i protagonisti coì portati all'estremo e al grottesco, gioca troppo a sfavore del resto.
      Peccato.



      Voto: 2/5
       

        giovedì 2 giugno 2011

        Che la festa cominci - Niccolò Ammaniti


         

        I Contenuti

        Nel cuore di Roma, il palazzinaro Sasà Chiatti organizza nella sua nuova residenza di Villa Ada una festa che dovrà essere ricordata come il più grande evento mondano nella storia della nostra Repubblica. Tra cuochi bulgari, battitori neri reclutati alla stazione Termini, chirurghi estetici, attricette, calciatori, tigri, elefanti, il grande evento vedrà il noto scrittore Fabrizio Ciba e le Belve di Abaddon, una sgangherata setta satanica di Oriolo Romano, inghiottiti in un'avventura dove eroi e comparse daranno vita a una grandiosa e scatenata commedia umana. La comicità di Ammaniti sa cogliere i vizi e le poche virtù della nostra epoca. E nel sorriso che non abbandona nel corso di tutta la lettura annegano ideali e sentimenti. E soli, alla fine, galleggiano i resti di una civiltà fatua e sfiancata. Incapace di prendere sul serio anche la propria rovina.

        Un romanzo spericolato dove Niccolò Ammaniti riunisce tutte le caratteristiche che ne fanno il beniamino di milioni di lettori. Il divertimento più scatenato insieme all'amore incondizionato per personaggi che non lasceremo più, fino all'ultima pagina. L'immaginazione anarchica insieme a una lucidità senza scampo che fruga e rivela ogni nostro più vergognoso segreto

         

        La Recensione

        Ammaniti scrive bene, inutile stare a pensarci troppo. Anche la fantasia non manca e i suoi libri sembrano non stancare mai il lettore; anche se qui sembra ci siano quel poco che “stroppia”.
        Ho amato moltissimo i suoi libri precedenti, anche “Come Dio Comanda”, stroncato dai più, qui l’autore si discosta parecchio dalle opere precedenti per tornare ai suoi primi scritti: le situazioni sono volutamente grottesche, volontariamente eccessive e paradossali. Soprattutto i personaggi, così sopra le righe da sembrare anche troppo reali; devo dire che molti passaggi mi hanno ricordato un autore come Palahniuk.
        Venato di comicità, l’inizio è molto accattivante e ti porta veloce al centro della storia, che diventa sempre più grottesca, comica e disperata, a tratti fantascientifica.
        una fitta schiera di personaggi vuoti di umanità in maniera disarmante, dove l’apparenza è tutto e i contenuti (dell’anima) sono nulli o sono così grandi da non poter essere contenuti e l’esplosione/implosione è dietro l’angolo.
        Alla fine però, persa la novità, diventa un po' ripetitivo e decisamente sarebbero bastate molte pagine in meno.
        Surreale alla fine ma sicuramente godibile, anche se gli scritti di Ammaniti migliori sono decisamente altri.



        Voto: 3/5