mercoledì 25 maggio 2011

Shibumi - Il ritorno delle gru - Trevanian


 

I Contenuti

Nell'antichissimo gioco giapponese del Gô, l'immagine delle gru che fanno ritorno alloro nido e vi si rifugiano simboleggia il ritiro dalla lotta di uno dei contendenti. Nicholai Hel - il protagonista di questo romanzo - lo sa molto bene. Ultimo discendente di una nobile famiglia russa emigrata a Shangai, adottato da un nobile guerriero giapponese e educato agli ideali orientali, Nicholai si oppone ai valori occidentali - il denaro, l'interesse, il successo - dilaganti dopo la fine della guerra. Esercita la sua forza interiore, mirando all'equilibrio che porta all'azione irripetibile. Sfruttando le sue doti quasi mistiche e la sua tecnica micidiale di combattimento, diventa una pedina decisiva, ma invisibile, al di sopra del gioco nel quale è coinvolto. Hel è infatti capace del "nudo uccidere", un sistema che permette di utilizzare i comuni oggetti di uso quotidiano come armi mortali.

 

La Recensione

Dovrebbero esserci le stelle nere. I buchi neri. Le stelle negative. Perchè anche ad illuminarne una, mi piange il cuore.
Nella mia vita da lettore, ne ho lette di porcherie, ma questa entra di diritto nell'Olimpo delle Stupidate. Non si capisce bene davanti a cosa ci troviamo di fronte: il protagonista Nikolai Hel, è un compendio di James Bond, Bruce Lee, Robert Mitchum e Cristo, a volte sembra dover far parte dei supereroi Marvel (ma quelli scemi, però), uè caspita questo c'ha li zuperpoteri, anche nelle parti basse, pensate che si vendica sulle donne andando a letto con loro... si, si avete capito bene, perchè così loro vagheranno per sempre alla ricerca di quell'orgasmo così sublime che nessun altro al mondo gli potrà mai dare(giuro che c'è nel libromitevole), pensate quisto c'ha la vista extrasensoriale, mica cazzi, li sua; poi il bello del libromitevole è che ce l'abbiamo con tutti: Italiani, Americani, Francesi, Inglesi, Spagnoli, etc... ognuno di questi paesi e abitanti, sono da compatire. Fatevene una ragione. Mentre sei siete Giapponesi o Baschi, allora siete vicini alla perfezione sulla Terra. Non chiedetemene il perchè, vi prego.
La cosa sublime è che qualcuno ha avuto la bella pensata di recuperarne il personaggio e farne un seguito. Ma se io facevo la ola ogni volta che questo le prendeva. Sempre nel limite ovviamente, perchè nella storia non succede praticamente mai nulla. A parte prendere la propria auto a calci, o guardate che c'è scritto che lui ha lanciato questa moda e nel MONDO tutti lo fanno; quando vedete una macchina ammaccata, non ha fatto un incidente, ma è LUI che ha cominciato a prendere a pedate la sua macchina e allora tutti a sbattere gli alluci sulle proprie auto (giuro ancora).
Mettiamolo per inciso, che se non abitate in un castello sui Pirenei, non siete stato il miglior assassino al mondo e adesso che siete stanchi non passate tutta la giornata a fare scopate tantriche, siete delle merde.
Ma vogliamo mettere poi l'antagonista di questa storia? Cioè, questo si beve uova e fegato frullato, questo ha una stanza dove fa ginnastica completamente tappezzata di pannelli UVA, perchè non c'ha tempo ne di mangiare ne di prendere il sole... è a capo della Casa Madre (sapete che la presidentessa di questa consociata pericolossisima la chiamano "Mammina"?), dirige la Cia, c'ha nu computer che si chiama "Ciccione" (giuro), ha due palle così. E allora come cacchio ti fai a far fregare alla fine del libro come un pistola qualunque? Eh?
Ma lasciamo pure stare il grande co-protagonista "Le Cagot", o la sublime amante Hana, o la spaurita ragazzina (trombata pure questa) che va in giro ad uccidere terroristi a destra e a manca e poi si fa uccidere mentre raccoglie i fiori, dopo la trombata col minchinator; si era innamorata porella.
Questo dovrebbe essere un libro di Spy-Story. COOOOOSAAAAA? COOOOOSAAAAA? COOOOOSAAAAA? San Ludlum, aiutaci tu. Beato Forsyth, colpiscili con un fulmine, non sanno ciò che dicono.
Potrei andare avanti per ore a scriverne, perchè tante sono le chicche di questo libromitevole.
Se questo fosse un libro umoristico, darei 10 stelle, ma non lo è e non posso dare meno di una stella, peccato.



Voto: 1/5
 

    domenica 15 maggio 2011

    Il Corsaro Nero - Emilio Salgari (I corsari delle Antille #1)


     

    I Contenuti

    Scuro e spettrale, il Corsaro Nero si staglia risoluto e audace al timone della sua Folgore e precipita il lettore nell'universo fantastico dei pirati salgariani. Un mondo fatto di foreste inestricabili, dove il giaguaro si nasconde dietro enormi mangrovie e i selvaggi attendono silenziosi di scagliare le loro frecce avvelenate. Fra inseguimenti disperati e duelli all'ultimo sangue, il Corsaro Nero solca i Mari del Sud alla ricerca di vendetta per la morte del fratello, ucciso dallo spietato Wan Guld, governatore di Maracaybo.  
     

    La Recensione

    Si capisce come Salgari sia ancora letto da così tanti giovani e non, dopo quasi un secolo dalla loro pubblicazione.
    Avventura pura, descrizioni di mondi lontani che una volta erano veramente lontani e non esisteva internet e la televisione che ci porta direttamente in ogni angolo del pianeta; una volta c'erano i libri che descrivevano con quel senso di stupore quegli ambienti così sperduti e ancora per lo più vergini.
    Si legge velocemente ed è pura azione dall'inizio alla fine, quello che ha fatto calare un poco la mia valutazione è quella lettura smaliziata che ovviamente è cambiata nell'attraversare un secolo. La scrittura risente molto il passare del tempo, molte espressioni, molte parole appaiono vetuste oggi e mal si addicono ai libri di avventura contemporanei. Basta vedere un Cussler o un Reilly. Ma nulla toglie alla trama, che è come dicevo pura "avventura adrenalitica".
    Oggi sorridiamo quando il Corsaro Nero si innamora della giovane fiamminga solo a guardarla negli occhi in mezzo ad abiti di seta e trini e le si rivolge inchinandosi e dandole del voi. Jack Sparrow lo farebbe?
    Ma questa patina di polvere che circonda il libro da ancora più fascino alla lettura e accoglie lo scrittore in un tempo che non c'è più.
    Malgrado questo, il finale è sorprendente, è duro e crudo. Tragico come può esserlo una storia di oggi.
    Da leggere come un classico. Da gustare come un buon libro d'avventure sui mari popolati dai Corsari.



    Voto:  3/5

      mercoledì 4 maggio 2011

      Un cantico per Leibowitz - Walter M. Miller Jr.


       

      I Contenuti

      Una Terra devastata, radioattiva, ripiombata nella barbarie dell’ignoranza. Ma fra travi contorte e case bruciate si eleva il monastero dell’ordine di San Leibowitz, dove viene preservata la scienza. Una cittadella della luce in cui il lettore segue affascinato le vicende lungo un arco di secoli e poi millenni, nella pericolosa odissea per restituire la conoscenza all’uomo. Un vasto affresco futuro e uno degli autentici capolavori letterari della SF in una nuova, indispensabile edizione. 


      La Recensione

      Noia, noia e ancora noia.
      Cercavo della buona fantascienza per alleggerire la mente e mi ritrovo con un polpettone indigesto su quanto sia stupida l’umanità a incappare nei suoi stessi errori.
      Ma che sorpresa! Mi basta prendere in mano qualsiasi libro di storia, o aprire la finestra di casa mia.
      E non solo, ma è anche bello infarcito di cultura cattolica, di quella del tipo “soffri, perché sarai ricompensato nei cieli”. Con tutto il rispetto ci mancherebbe, ma per questo mi basta prendere in mano i Vangeli o la Bibbia.
      Per tutto il libro non succede praticamente nulla, se non l’esaltazione della bravura di questi monaci a conservare stralci di libri scampati alla devastazione di una guerra nucleare, per poi finire con il ripetersi del tutto e i bravi portatori di Cristo che veleggiano su Alpha Centauri a portare la bella novella a tutti. Ma quanto scontata e banale è questa storia?
      Forse non negli anni sessanta quando è stato scritto e potrei vederlo bene come lettura scolastica di affiancamento ai classici di crescita, ma questa non è buona fantascienza.
      Rivoglio Asimov, solo per dirne Uno, il solo rammarico è quello di aver già letto tutto.



      Voto: 1/5