sabato 26 giugno 2010

Cime tempestose - Emily Brontë


 

I Contenuti

Heathcliff, figlio di ignoti, è stato allevato da Earnshaw. Alla sua morte, il figlio Hindley tormenta Heathcliff che trova conforto in Catherine, sorella di Hindley, di cui si innamora. Rifiutato dalla ragazza, fugge. Tornato dopo tre anni, trova Catherine sposata a Edgar Linton di cui sposa la sorella che, per vendicarsi, maltratta. Catherine intanto muore, tormentata dal rinato amore per Heathcliff, dopo aver avuto una bambina. La rabbia di Heathcliff si scatena anche contro Hareton, il figlio di Hindley, ormai ridotto in suo potere. Heathcliff muore distrutto dal suo stesso odio. Infine la figlia di Catherine, Cathy, e Hareton potranno vivere felicemente insieme.


La Recensione

Se per caso vi capitasse di giungere nell'Inghilterra del 1800 precisamente a Thrushcross Grange, una casa di un tal Heathcliff, vicina ad un luogo chimato "Wuthering Heights" e incontrare una tale Ellen (Nelly) Dean, attenzione ciò potrebbe nuocervi gravemente alla salute causa noia mortale, dunque giratevi in tutta fretta, risalite sulla vostra macchina del tempo, riprogrammate il computer di bordo su altra data e ripartite il più velocemente possibile.
Evitate, per il vostro interesse di viaggiatore del tempo, di riprogrammare la macchina in alcune date e luoghi (vedere appendice allegata).
Se ciò fosse dipeso per un errore di programmazione della macchian stessa e non da vostro errore, consigliamo di rivolgervi al nostro concessionario più vicino.

"Nota estratta dal Compendio sui Viaggi Spazio Temporali redatto dal Comitato Interplanetario Vigilante sui Viaggi nel Tempo."


Voto: 1/5

    sabato 19 giugno 2010

    Spider - Patrick McGrath


     

    I Contenuti

    Tormentato da antiche ossessioni, Dennis, vive a Londra in una strana pensione. Lentamente affiora nella sua vita il ricordo di una sconvolgente esperienza, l'evidenza di un delitto, e le immagini legate a una lunga permanenza in manicomio.


    La Recensione

    Lento, lento, lento. Scopo dell’autore credo che sia quello di coinvolgere il lettore in una spirale di paranoie, incubi e allucinazioni per portarlo da un inizio dove tutto sembra essere normale, a un finale dove tutto è allucinazione e schizofrenia. Solo che secondo il mio modesto parere, non solo non riesce nell’intento ma porta a una noia che solo le poche pagine del libro non convince il lettore ad abbandonare la lettura. Si va avanti navigando in mezzo agli incubi del protagonista, scendendo con lui nel suo inferno personale, il problema è che si scende senza arrivare a sbattere il grugno da nessuna parte, anche il finale non regala nulla e sinceramente non sembra neanche un finale. Un’accozzaglia di pensieri deviati, buttati insieme e lanciati lì "alla speriamo che io me la cavo"; non so se tale delusione sia derivata dopo aver letto quel capolavoro di “Follia” che mi ha folgorato sulla via di Damasco, tanto di far salire questa sua seconda opera alla ribalta del mio comodino saltando a piè pari tutti i miei libri che già avevo deciso di leggere. La seconda stella è per la scrittura, quella merita non si può dire niente, lo stile è vibrante e descrittivo come in “Follia”, anche l’ambientazione fa benissimo il suo lavoro di trasportarci nella Londra del dopo guerra, cambiando scenari (sempre cupi e malinconici) come in un buon palcoscenico di teatro.  Per adesso rimando l’autore a settembre, sperando nelle prossime opere che ho già comprato ma che purtroppo sono finite in coda alle mie letture.


    Voto: 1/5
     

      domenica 13 giugno 2010

      City - Alessandro Baricco


       

      I Contenuti

      Questo libro è costruito come una città, come l'idea di una città. Mi piaceva che il titolo lo dicesse. Adesso lo dice. Le storie sono quartieri, i personaggi sono strade. Il resto è tempo che passa, voglia di vagabondare e bisogno di guardare. Ci ho viaggiato per tre anni, in "City". Il lettore, se vorrà, potrà rifare la mia strada. È il bello, e il difficile, di tutti i libri: si può viaggiare nel viaggio di un altro? Quanto ai personaggi - alle strade - c'è un po' di tutto. Ci sono uno che è un gigante, uno che è muto, un barbiere che il giovedì taglia i capelli gratis, un generale dell'esercito, molti professori, gente che gioca a pallone, un bambino nero che tira a canestro e ci becca sempre. Gente così.

      La Recensione

      Decisamente sotto i precedenti da me letti. Forse tra tutti quello che mi è piaciuto meno. Di certo non potrei consigliare ad un neofita di Baricco di iniziare da questo, probabilmente troverebbe faticoso avvicinarsi agli altri suoi libri. Non che ci sia una vera ragione, è che in molti punti il libro non si è fatto leggere come succedeva con "Castelli di Rabbia" od "Oceano Mare", solo per citarne due come esempio. La scrittura è sempre ricca, i personaggi sono meravigliosi e come sempre c'è quell'amaro edulcorato che contraddistingue i libri dell'autore... ma non saprei, ecco in alcuni punti mi succedeva di accelerare l'occhio sulle righe, come a voler saltare paragrafi. Questo non è un buon sintomo, quando si legge. Forse però perché sono partito con grandi attese perché mi accingevo a leggere uno dei miei autori preferiti e non ho trovato in quest’opera quello che mi aspettavo e la storia non è riuscita a trasportarmi fino in fondo negli intrecci delle storie (forse troppe?) raccontate in City. Un calderone che è troppo ribollente, ridondante, soffocante, stordente, troppa, troppa, troppa carne al fuoco. Qualche pezzo è rimasto crudo, indigesto. Siamo ai soliti esercizi letterari questo sì, ad alcuni disturbano e criticano l’autore per questo, a me piacciono, mi piace ogni tanto leggere chi riesce con il suo genio ad inanellare idee e pensieri stupendi e scriverli con uno stile aulico, mi piace seguire tali pensieri e vedere dove vanno a parare. Ripeto, forse qui ce ne sono troppi slegati uno dall’altro. Forse è solo che a me le “City” non piacciono.


      Voto: 2/5
       

        venerdì 4 giugno 2010

        Follia - Patrick McGrath


         

        I Contenuti

        Le storie d'amore contraddistinte da ossessione sessuale sono un mio interesse professionale ormai da molti anni". Inghilterra, 1959. Dall'interno di un tetro manicomio criminale vittoriano uno psichiatra comincia a esporre, con apparente distacco, il caso clinico più perturbante che abbia incontrato nella sua carriera - la passione letale tra Stella Raphael, moglie di un altro psichiatra dell'ospedale, e Edgar Stark, un artista detenuto per un uxoricidio particolarmente efferato. E' una vicenda cupa e tormentosa, che fin dalle prime righe esercita su di noi esercita una malìa talmente forte da risultare quasi incomprensibile - finché lentamente non ne emergono le ragioni nascoste.


        La Recensione

        Un libro particolare: intenso, divorante, tragico, ossessivo, emozionante e coinvolgente. La scrittura di MacGrath è senza dubbio avvincente, intrigante, ben cadenzata e la storia nella sua drammaticità scorre velocemente. La Follia traspare dalle pagine in ogni riga, ma chi è il vero folle? Stella, la protagonista principale che diventa succube di un amore ossessivo? Edgar, amante già uxoricida e rinchiuso per questo nel manicomio criminale che manipola Stella ma che cade anche lui nel vortice di una passione folle? Max, il marito psichiatra di lei che debolmente lascia cadere Stella nelle sue ossessioni fino al tragico finale? O forse il vero folle è l’Io Narrante, che guarda tutto dietro una lente di freddezza psichiatrica che alla fine rivela la sua vera follia? La storia prende il lettore che ne rimane involontariamente coinvolto e si ritrova ora a dare ragione a un protagonista, ora all’altro, a provare pena per un amore che travolge quattro vite spezzandole sotto quest’amore folle che devasta ogni persona che ne entra in contatto. E questa passione sessuale ossessiva che aleggia per tutto il libro, che diventa in un primo momento estasi di passione e poi squallore infinito una persona può davvero arrivare a spazzare così drasticamente tutto ciò che la circonda in nome di una tragica ossessione? A volte la storia sembra cadere nel banale, ci si avvicina molto, ma girata la pagina ci rendiamo conto che non ci cade mai, perché la storia prende una piega non prevista dal lettore e riesce a non stancarlo, facendolo proseguire agevolmente. Ancora una volta c’è da tirare le orecchie ai soliti maneggioni tutti Italiani che cambiano i titoli dei libri alla viva il parroco, trovo, infatti, che "Asylum" (titolo originale del libro, ndr) sia molto meglio azzeccato del generale “Follia”, infatti, significa istituzione chiusa, luogo protetto e insieme prigione: mi pare sia un ottimo minimo comun denominatore di tutta la storia, sia come ambientazione sia come connotazione più generale. Consigliato a tutti, anche a chi non legge altitudinalmente storie come queste.


        Voto: 4/5
         

          giovedì 3 giugno 2010

          Del furore d'aver libri. Varie avvertenze utili, e necessarie agli amatori de' buoni libri, disposte per via d'alfabeto - Gaetano Volpi


           

          I Contenuti

          Pubblicate nel 1756 a Padova, le "Varie Avvertenze Utili, e necessarie agli Amatori de' buoni libri" rappresentano una delle ultime opere date alle stampe dall'abate Gaetano Volpi. Del furore d'aver libri è insieme una guida alla raccolta e alla corretta conservazione dei libri antichi e una testimonianza dello spirito del bibliomane cui frequentemente indulgono l'editore artigiano così come il lettore appassionato. Insieme al fratello Giannantonio e al più celebre libraio e tipografo Giuseppe Comino, Gaetano Volpi diede vita tra il 1717 e il 1756 a una delle esperienze più significative e preziose del XVIII secolo.

          La Recensione

          Davvero piacevole questo piccolo libricino, scritto nel 1756 dall'abate Gaetano Volpi e avente come titolo originario "Varie Avvertenze Utili, e necessarie agli Amatori de' Buoni Libri". "Questo fa proprio per me" è stato il mio primo pensiero e dovrebbe essere preso a manifesto dagli utenti aNobiani. Ancor più piacevole e bello è che ci siano (ancora) editori che pubblicano rare perle come queste, dove al giorno d'oggi servirebbero collane d'aglio e crocifissi per entrare nelle librerie all'atto di difendersi dai mille scempivampiri e similari che trasbordano e fanno orripilmente bella evidenza nelle vetrine e negli scaffali delle maggiori catene di distribuzione. Tutto fa cultura certo, e se vendere i "Promessi Vampiri" dona respiro per riuscire a pubblicare ancora delle rarità come questa, chiudiamo un occhio e va bene così. Il libricino è un insieme di consigli utili e preziosi (alcuni molto divertenti se riportati alla nostra epoca), tutti ordinati in indice alfabetico, che donano all'amante dei Buoni Libri un sorriso e una ragione in più per continuare ad amare questi tomi così odorosi di belle storie. Ci sono lemmi come "Fanciulli", "Tabacco", "Polvere", "Gatti" e così via, in una girandola di piccoli compendi che aiutano il bravo Bibliomane a conservare al meglio la sua libreria. Uno dei più divertenti, secondo me (io odio chi sottolinea i libri), è sotto la parola "Linee": Certi leggitori poco considerati, e poco amanti de' buoni Libri vanno tirando nel leggere incondite linee sotto le righe; credendo di segnare così le cose notabili per ricordarsene, cosa inutilissima; mentre si perde la memoria di questi segni, massime quando sono molti ed eguali; [...]. Insomma da non mancare in una perfetta libreria da bibliomane e amante de' Buoni Libri e per difenderci un poco da licantropi et similari.


          Voto: 4/5