domenica 26 dicembre 2010

Dolomiti. Patrimonio dell'umanità - Reinhold Messner, Georg Tappeiner, U. Demeter


 

I Contenuti

Dal Latemar, il più alto pascolo d'Europa, al Monte Civetta una delle pareti più ambite dagli alpinisti di tutto il mondo; dalla Marmolada, la vetta più alta delle Dolomiti, con il suo ghiacciaio meta di sci estivo, al Lago di Misurina, coronato dalle superbe Tre Cime di Lavaredo, i "Monti Pallidi" offrono lo spettacolo di un ecosistema montano estremamente vario dal punto di vista morfologico e geologico. Un panorama a volte aspro, fatto di guglie rocciose uniche al mondo che fin dal Rinascimento hanno attirato i visitatori e ispirato poeti e scrittori. Reinhold Messner, che tra queste montagne è nato e cresciuto e ne è diventato ambasciatore nel mondo, coordina questo volume ambizioso, che raccoglie il contributo di vari autori. L'impianto fotografico restituisce con immagini poetiche e suggestive, prese da angolazioni inconsuete, il panorama naturale ricchissimo, i paesaggi a volte lunari di questa porzione di Alpi e la vita delle popolazioni che vi abitano. Il volume affronta inoltre la progressiva affermazione turistica del territorio e ripercorre la ricchissima storia alpinistica di cui le vette dolomitiche sono state scenario, contribuendo a fare di queste montagne un luogo simbolo del rapporto dell'uomo con l'ambiente. Un ambiente da rispettare e salvaguardare.
 

La Recensione

Libro meraviglioso che non può sfuggire agli amanti delle Dolomiti e a tutti gli amanti della montagna in generale. Non solo le foto sono stupende, il volume impeccabile nei colori, nella forma, e nell'edizione molto robusta (da non sottovalutare nei libri fotografici, spesso molto grandi e pesanti); ma le storie in esse contenute delle popolazioni che vi abitano. Il libro racconta della prima guerra mondiale, dell'affermazione turistica del territorio e racconta la storia alpinistica di queste vette.
Le immagini sono affascinanti, eccezionali, magnifiche e sbalorditive nei colori e nella scelta dei tempi di posa.
Un libro immancabile nella libreria di un amante di queste vette, finalmente patrimonio mondiale dell'umanità.



Voto: 5/5
 

    Preferisco leggere - Patrizia Traverso


     

    I Contenuti

    Dedicato a tutti gli appassionati di libri e di letteratura arriva un piccolo gioiello che nasce dall'incontro della fotografia con l'universo della scrittura. Un volume fatto di “fotoparole”, ovvero un libro fotografico in cui testi filosofici, poetici, narrativi della grande letteratura di tutti i tempi dialogano sulle pagine con le immagini. Per ispirarci, per divertirci, per farci sognare e per ricordarci che “gli uomini vanno e vengono, nascono e muoiono, i libri invece godono di eternità” (Amos Oz) o che ancora “quando leggiamo, un solitario e tranquillo concerto è offerto alle nostre menti: tutte le nostre facoltà mentali saranno chiamate in questa sinfonica esaltazione” (Stéphane Mallarmé).


    La Recensione

    Libretto di poche pagine che accosta frasi e citazioni di autori celebri con le immagini scattate dall'autrice del libro. Sono tutte ben accostate, rievocando ricordi o regalando sorrisi e forniscono immagini alle parole già bellissime. Un libretto che un amante della lettura e dei libri in particolare, non può lasciarsi sfuggire o farsi regalare.


    Voto: 4/5
     

      giovedì 23 dicembre 2010

      Bambini nel tempo - Ian McEwan


       

      I Contenuti

      Sulla vita tranquilla e felice di Stephen Lewis, affermato scrittore di libri per ragazzi, si abbatte un'improvvisa tragedia: mentre è con lui al supermercato, la figlioletta Kate, di tre anni, scompare (forse rapita, forse fuggita, forse svanita in una smagliatura temporale), per non ricomparire mai più. Il trauma è ovviamente terribile per lo scrittore e per la moglie Julie: si separano, prendono a inseguire nella loro solitudine chimere spirituali e bilanci fantasmatici delle loro esistenze, si riducono in uno stato di pura sopravvivenza, finché - proprio quando il dramma dovrebbe assumere tinte più fosche che mai -la vicenda si scioglie in un inopinato lieto fine.
      Bambini nel tempo, uscito nel 1987, è certamente il romanzo più complesso e più profondamente simbolico di un autore che, nonostante sia poco più che cinquantenne, si è già abbondantemente segnalato come una delle voci più importanti della narrativa europea contemporanea: all'indagine commossa e sottilissima sui sentimenti e sulla difficile elaborazione di un lutto estremamente grave, si affianca e si intreccia infatti un impietoso affresco dell'Inghilterra post-thatcheriana, insieme a un'acuminata riflessione sul tempo, sul suo illusorio fluire, sugli ingorghi che si possono determinare fra passato, presente e futuro.
      Ed è straordinaria la capacità della scrittura di tenere insieme istanze tanto diverse e contrastanti, riconducendole a un grumo indivisibile di disperazione e umorismo, rassegnazione e rabbia, pianto e ironia, speranza e depressione: un grumo che in definitiva rassomiglia terribilmente alla vita di ognuno di noi.



      La Recensione

      Le valutazioni di questo libro sono molto alte, anche le recensioni presenti sono entusiastiche per lo più. Io non ho trovato tutta questa bellezza in questo libro, che diciamolo subito e chiaramente, è scritto in maniera perfetta: la narrazione è esteticamente di altissimo livello, una scrittura forte e stilisticamente nulla da eccepire. Magnifico.
      Solo che a volte è lento, a volte fuori dal contesto della storia, le divagazioni politiche del luogo e del momento poi sono a tratti insopportabili appunto perché messe ma non legate alla storia; l’idea, anche se non è al massimo dell’originalità (la sparizione di una bambina all’interno di un supermercato) è buona, i protagonisti sono portati al lettore in maniera divina e raffinata, a tratti poetica.
      Però il libro si perde troppe volte, diventa noioso quando si discosta dall’idea principale e lo fa precipitare e risollevare di continuo stancando il lettore che vuole vedere come va a finire senza ulteriori indugi.
      Decisamente si poteva fare meglio avendo a disposizione una scrittura così potente e un’idea che anche se non originalissima, molto buona.



      Voto: 2/5
       

        domenica 12 dicembre 2010

        Trilogia della città di K. - Agota Kristof


         

        I Contenuti

        «Tutto ha inizio con due gemelli che una madre disperata è costretta ad affidare alla nonna, lontano da una grande città dove cadono le bombe e manca il cibo. Siamo in un paese dell'Est, ma né l'Ungheria né alcun luogo preciso vengono mai nominati.
        Un inizio folgorante che ci immette di colpo nel tempo atroce dell'ultima guerra raccontandolo come una metafora. La nonna è una "vecchia strega" sporca, avara e senza cuore e i due gemelli, indivisibili e intercambiabili quasi avessero un'anima sola, sono due piccoli maghi dalla prodigiosa intelligenza. Intorno a loro ruotano personaggi disegnati con pochi tratti scarni su uno sfondo di fame e di morte. Favola nera dove tutto è reso veloce ed essenziale da una scrittura limpida e asciutta che non lascia spazio alle divagazioni.
        Un avvenimento tira l'altro come se una mano misteriosa e ricca di sensualità li cavasse fuori dal cilindro di un prestigiatore crudele». Rosetta Loy

        Il grande quaderno
        La prova
        La terza menzogna



        La Recensione

        A volte non serve scrivere una recensione. Ma bisogna solo spronare le persone a leggere direttamente il libro, qualsiasi parola sarebbe inadeguata. Non si può descrivere la bellezza di questo libro. Certo si possono commenatre anche i quadri più belli, i tramonti più caldi, ma a volte non ci si può basare su un giudizio altrui, non si può indugiare a leggere un libro come questo passando per le parole scritte da altri; quelle volte bisogna correrre a vederlo quel quadro, bisogna alzarsi presto per andare a vedere quell'alba e bisogna recarsi in libreria. Bisogna aprire il libro e leggerlo. Meraviglioso. 


        Voto: 5/5
         

          giovedì 9 dicembre 2010

          Il mondo in cifre 2011 - The Economist


           

          I Contenuti

          La quindicesima edizione del libro compilato ogni anno dalla redazione dell’Economist. La più aggiornata raccolta di statistiche effettuate prendendo in considerazione i dati che riguardano 186 paesi del mondo.

          Il mondo in cifre presenta tutti i dati per capire il mondo di oggi. Geografia, popolazioni, affari, economia, mercato immobiliare, commercio, trasporti, università, turismo, internet, consumi, ambiente, società, cultura.



          La Recensione

          Veramente ben fatto. Piccolo compendio per capire con cifre alla mano il mondo di oggi: dati geografici, popolazioni, affari, economia, mercato turismo, internet, consumi, ambiente, cultura, etc...
          Da tenere sempre sotto mano sulla scrivania per quelle piccole informazioni e curiosità che ogni tanto tornano alla mente.
          Da un ottimo settimanale (Internazionale), un ottimo libro.



          Voto: 5/5

            martedì 7 dicembre 2010

            La fine del mondo storto - Mauro Corona



            I Contenuti

            Un giorno il mondo si sveglia e scopre che sono finiti il petrolio, il carbone e l'energia elettrica. È pieno inverno, soffia un vento ghiacciato e i denti aguzzi del freddo mordono alle caviglie. Gli uomini si guardano l'un l'altro. E ora come faranno? La stagione gelida avanza e non ci sono termosifoni a scaldare, il cibo scarseggia, non c'è nemmeno più luce a illuminare le notti. Le città sono diventate un deserto silenzioso, senza traffico e senza gli schiamazzi e la musica dei locali. Rapidamente gli uomini capiscono che se vogliono arrivare alla fine di quell'inverno di fame e paura, devono guardare indietro, tornare alla sapienza dei nonni che ancora erano in grado di fare le cose con le mani e ascoltavano la natura per cogliere i suoi insegnamenti. Così, mentre un tempo duro e infame si abbatte sul mondo intero e i più deboli iniziano a cadere, quelli che resistono imparano ad accendere fuochi, cacciare gli animali, riconoscere le erbe che nutrono e quelle che guariscono. Resi uguali dalla difficoltà estrema, gli uomini si incammineranno verso la possibilità di un futuro più giusto e pacifico, che arriverà insieme alla tanto attesa primavera. Ma il destino del mondo è incerto, consegnato nelle mani incaute dell'uomo... Mauro Corona ancora una volta stupisce costruendo un romanzo imprevedibile. Un racconto che spaventa, insegna ed emoziona, ma soprattutto lascia senza fiato per la sua implacabile e accorata denuncia di un futuro che ci aspetta.


            La Recensione

            Avevo sentito parlare spesso di quest'autore e ho sempre visto i suoi libri occupare spazi abbastanza in vista e larghi nelle librerie. Non ho mai comperato nessun suo libro anche se adoro la montagna e le sue storie; incuriosito da questa trama (la fine improvvisa dei combustili fossili e con essa dell'elettricità che arriva come una condanna sulla terra), mi sono deciso a comperarlo.
            Quale schifezza sia questo libro è veramente dura da raccontare e da descrivere; non credo che questa persona possa davvero considerarsi uno scrittore: insulso, scrittura da cani, prosa e trama da tema scolastico di bambino alle elementari, con un italiano che neanche il peggiore dei traduttori che traduce il peggiore degli autori esteri.
            Un insieme di boiate che neanche il peggior scrittore di terza categoria penserebbe di scrivere. In pratica se siete ricchi e non parlo solo di ricchezza monetaria ma anche culturale, siete degli stronzi galattici, se siete poveri siete bravissimi e quando mancherà la corrente elettrica vi salverete di certo, solo che poi diventerete anche voi ricchi e sarete stronzi peggio degli stronzi di prima. Una serie di banalità, di luoghi comuni e di pensiero da osteria è così difficile trovarla da molti fonti insieme, ritrovarla tutta come filosofia di vita in un unico libro è davvero da perla rara.
            Perdonate il linguaggio, ma adotto lo stesso del libro, si perchè oltre ad avere frasi da bambino elementare alla "io speriamo che me la cavo", anche la scurrilità gratuita abbonda allegramente.
            Ah ovviamente si denigrano, oltre a tutto ciò che sia anche solo lontanamente tecnologico come un calorifero, anche la televisione e la carta stampata, è bello sottolineare come ho visto Corona (l'autore) dalla Bignardi e mi sembra da Fazio e alla radio in delle belle ospitate, ecco ci mancava lo sputo nel piatto dove si mangia.
            In pratica gente, se non siete dei montanari o al massimo dei contadini, fate parte di quella popolazione che non vale un cazzo e sarete i primi a crepare quando mancherà la corrente elettrica.
            Siete avvisati.
            Magari sarebbe carino cominciare, oltre che ad imparare a mettere insieme una scritura degna di questo nome, a far parte di quegli autori tipo Ammanniti che aderiscono a stampare i propri testi con carte riciclate e non trattate con il cloro, visto che ci si professa così ambientalisti e nel libro si critica chi cerca di farlo davvero perchè tacciato di parlare troppo e fare troppo poco.
            Nel libro quando arriva l'inverno e finisce la legna da ardere (?) si cominciano a bruciare i libri per tenersi al caldo, ecco mi rammarico solo che quando succederà questo, vista la smilzitudine di questa opera somma, queste poche pagine forniranno davvero poco calore.



            Voto: 1/5
             

              sabato 4 dicembre 2010

              Survivor - Chuck Palahniuk


               

              I Contenuti

              Tender Branson, ultimo sopravvissuto di una bizzarra setta religiosa, narra la storia della sua vita alla scatola nera di un aereo che sta precipitando nell'oceano. In un crescendo delirante, Tender racconta della sua vita all'interno della comunità e delle sue stravaganti attività lavorative. Le sue vicende raggiungono il culmine quando, dopo il suicidio in massa di tutti i membri della setta, Tender assurge al ruolo di messia mediatico. Ma le cose si mettono male quando si scopre che gli altri membri della setta sono stati in realtà assassinati e che il fratello di Tender, Adam, è ancora vivo. Tender è dunque un serial killer? O lo è suo fratello Adam?


              La Recensione

              Rimasto folgorato dai primi libri che ho letto di quest'autore (Fight Club, Soffocare), quest'ultimo non mi ha entusiasmato come i precedenti. Non posso dire che non mi sia piaciuto, la scrittura e la storia sono sempre originali e ti sembra sempre di leggere qualcosa che non hai mai letto prima; e questo è davvero un punto di forza notevole per chi scrive e per chi legge.
              Mi ha lasciato un po' meno soddisfatto rispetto agli altri perchè la storia è talmente radicata nella struttura sociale americana che noi italiani, o meglio dire io personalmente, ho fatto fatica a contestualizzarlo e a comprenderlo appieno, credo che qualche sfumatura mi sia sfuggita.
              La storia è come dicevo originalissima e prende da subito e la si segue facilmente e velocemente solo per capire dove andrà a parare nel capitolo successivo; da notare come l’autore inserisca delle chicche in tutti i suoi libri: come costruirsi una bomba in casa, come ladrocinare nei vari supermercati e così via… quasi come una sorta di lettura anarchica per piccoli distruttori del sistema. L’originalità delle storie di Palahniuck molto probabilmente risiede anche in questo.
              Consigliato anche questo anche se ad un “primo lettore” dell’autore lo instraderei verso altri suoi libri.



              Voto: 3/5

                mercoledì 1 dicembre 2010

                Io e te - Niccolò Ammaniti


                 

                I Contenuti

                Barricato in cantina per trascorrere di nascosto da tutti la sua settimana bianca, Lorenzo, un quattordicenne introverso e un po' nevrotico, si prepara a vivere il suo sogno solipsistico di felicità: niente conflitti, niente fastidiosi compagni di scuola, niente commedie e finzioni. Il mondo con le sue regole incomprensibili fuori della porta e lui stravaccato su un divano, circondato di Coca-Cola, scatolette di tonno e romanzi horror. Sarà Olivia, che piomba all'improvviso nel bunker con la sua ruvida e cagionevole vitalità, a far varcare a Lorenzo la linea d'ombra, a fargli gettare la maschera di adolescente difficile e accettare il gioco caotico della vita là fuori. Con questo racconto di formazione Ammaniti aggiunge un nuovo, lancinante scorcio a quel paesaggio dell'adolescenza di cui è impareggiabile ritrattista. E ci dà con Olivia una figura femminile di fugace e struggente bellezza.


                La Recensione

                Libricino dal peso apparentemente leggero, poche pagine, caratteri grandi, grandi spazi, ma che ti fa affondare giù come un sasso in un lago dentro il buio e la luce di una cantina, sempre più in fondo, non solo mentre lo leggi ma anche dopo averlo letto, così come i cerchi di onde dopo che il sasso ha colpito l'acqua.
                Descrizione di un'adolescenza romanzata, che risveglia in noi domande mai sopite. Una storia toccante sulle promesse non mantenute. A volte le storie sono corte, ma non per questo possono impedirci di far suonare corde così nel profondo di ognuno di noi.  
                Olivia e Lorenzo personaggi di un'era senza spazio né tempo. Circondati d'amore. Succede così, all'improvviso, di smettere di avere paura.
                Il finale è decisamente un vagone ad alta velocità che ti colpisce.


                Voto: 4/5

                  sabato 20 novembre 2010

                  La metà oscura - Stephen King


                   

                  I Contenuti

                  In qualche luogo riposto dell'anima di ciascun essere umano si nascondono forze oscure, ma la maggioranza di noi evita di osservarle troppo da vicino. Lasciamo ai creatori della "letteratura nera" il compito di esaminarle e di raccontarci il risultato delle loro ricerche. E in effetti, l'incubo che si può scatenare quando gli elementi più oscuri prendono il sopravvento nella personalità di un uomo, assumendo vita propria, è uno dei temi centrali della narrativa moderna dell'orrore. Thad Beaumont, scrittore impegnato, ha ideato un alter ego fittizio, George Stark, con cui firma opere più "commerciali". Quando qualcuno però gli scrive lettere anonime riguardo al suo segreto, Thad decide di rivelarlo pubblicamente ed "uccidere" Stark, ma non immagina che il suo alter ego ha deciso di vivere una vita propria e indipendente...


                  La Recensione

                  Io posso capire che non si può scrivere tutti i giorni "L'Ombra dello Scorpione", ma che diamine questo è veramente un libraccio da peggior rigattiere al mondo, con tutto il rispetto. Qui King si cimenta con una situazione che forse lui stesso deve aver provato, dopo aver fatto morire il suo alter ego Richard Bachman di cancro allo pseudonimo dopo che l'avevano smascherato nel 1985. Questo romanzo arriva dopo un blocco dello scrittore e forse era il caso di rifletterci un pochino di più, se si voleva portare la propria esperienza in un libro romanzandola, poteva sicuramente scriverla meglio. La trama è semplice, troppo anche, così prevedibile e noiosa da stancare già  da 1/4 del libro: uno scrittore, Thad Beaumont, decide dopo tre libri di successo di abbandonare e quindi uccidere il suo pseudonimo George Stark. Succede che questi se la prende abbastanza e trasformatosi da semplice pseudonimo cartaceo in Grande Cazzuto Cristiano cominci ad andare in giro ad ammazzare questo e quello. Trovo poi l'avvento dei passerotti come traghettatori e castigatori del Grande Cazzuto Cristiano nel finale una cosa abbastanza ridicola. Si insomma gli uccellini a cui si da mangiare al parco che si mettono a divorare vivo il cattivo di turno, idea oltretutto già sfruttata. Caro Re, hai scritto di meglio, tante grazie e usiamo pure queste pagine per dar da mangiare ai passerotti.


                  Voto: 1/5
                   

                    domenica 7 novembre 2010

                    Soffocare - Chuck Palahniuk


                     

                    I Contenuti

                    Victor Mancini, studente di medicina fallito, ha architettato un fantasioso sistema per pagare le spese ospedaliere della vecchia madre: ogni giorno sceglie un ristorante diverso, ci va a cena con un amico e, nel bel mezzo della serata, finge di rischiare il soffocamento per colpa di un boccone andato di traverso. Immancabilmente qualcuno si lancia a salvarlo, e immancabilmente questo qualcuno esce "trasformato" dall'esperienza e diventa una sorta di padre adottivo del protagonista. Al punto che in occasione dell'anniversario dell'incidente gli invia dei soldi. Dopo anni di questa attivita Victor si trova a ricevere quasi ogni giorno un gruzzolo da persone di cui ormai non ricorda nulla ma che gli sono grate per aver dato un senso alle loro vite.

                    La Recensione

                    E' molto difficile scrivere una recensione di questo libro, specialmente se fatta da chi legge per passione e non per lavoro e non ha certo le basi, ne le conoscenze per approfondire in maniera corretta autori come questo.
                    E' difficile perchè questo libro sembra un cubo di Rubrick, basta spostare qualche tassello e hai una faccia completamente diversa davanti agli occhi, è labirintico e profondo è superficiale e dissacrante, è grottesco, ilare e drammatico, è una storia inventata ma reale fino all’inverosimile.
                    Quello che sicuramente è: originale. Finita la lettura senti di aver bevuto dell’acqua fresca che ha un sapore del tutto nuovo, credo che non sia possibile paragonare l’autore e i suoi libri ad altri.
                    E’ volgare, in molte parti, com’è volgare la realtà  che ci circonda, è demenziale in molti dei suoi personaggi il colpo di scena nel finale poi è geniale.
                    E’ cinico e divertente, forse uno specchio deformante per guardare quello che ci circonda con occhi diversi.
                    Credo che valga la pena leggerlo, solo per il fatto che porta al lettore un metodo di scrittura e delle idee così originali che fino ad ora non avevo mai incontrato e solo per questo vale la pena di spendere i nostri euro, e se alla fine non ci sarà  piaciuto almeno potremo dire di aver letto qualcosa che va al di là  di tutto e sicuramente delle nostre letture abituali.
                    Intelligente. Non è la parola esatta... ma rende l'idea.



                    Voto: 5/5
                     

                      lunedì 25 ottobre 2010

                      La regola Machiavelli - Allan Folsom


                       

                      I Contenuti

                      Sulle tracce degli assassini del suo primo amore, l'ex commissario dell'unità anticrimine della polizia di Los Angeles Nicholas Marten arriva a Washington, dove la famiglia di un chiacchierato membro del Congresso è stata massacrata dopo che quest'ultimo ha scoperto un massiccio programma di sviluppo di armi batteriologiche. Il presidente degli Stati Uniti John Henry Harris, in partenza per l'Europa per una serie di incontri bilaterali con i capi di Stato di altri paesi membri della NATO, rischia di fare la stessa fine per mano di una società segreta se si rifiuta di eseguire l'ordine di assassinare il presidente francese e il cancelliere tedesco. Temendo per la sua vita, non potendo contare su nessuno, Harris unisce le sue forze a quelle di Nicholas Marten e della bella ed enigmatica fotoreporter francese Demi Picard. Insieme dovranno affrontare una spietata organizzazione segreta, i cui membri sono pronti a tutto, dagli omicidi politici agli attacchi con armi di distruzioni di massa contro i civili, pur di realizzare il loro progetto di dominio assoluto. 

                      La Recensione

                      Anche uno dei miei autori di thriller fantyapolitico preferito non supera la prova del terzo/quarto libro, dove casca pesantemente nelle idee, anche se si salva per quanto riguarda la scrittura e la velocità della narrazione.
                      Come molti autori di questo genere, una branchia del thriller, dove il grande complotto oscuro la fa da padrone (solitamente unico personaggio con comprimari che si accorge/viene a conoscenza/viene travolto in un complotto a livello mondiale che vuole sopprimere l'ordine delle cose), al primo libro ti prende e anche tanto, il secondo non vedi l'ora che esce per leggerlo e il terzo lascia un po' il segno, al quarto ti rimane solo un po' di mal di pancia.
                      All'autore si rimproverava di non essere affatto prolifico, mi sembra che abbia fatto passare qualcosa come cinque/sei anni tra il primo e il secondo e un tre dal terzo, un paio per l'ultimo; ecco caro Follsom, forse è meglio che chi ci metti cinque anni a scriverne uno, piuttosto che mettercene due e partorire carta per avvolgere il pesce.
                      Il tutto mi è sembrato un po' troppo stiracchiato e veramente poco credibile in molte parti, dove solitamente ci sapevi fare, mi coinvolgevi, mi facevi divorare le pagine con la tua scrittura adrenalinica e anche se tutto era incredibilmente troppo sopra le righe come un film di Mission Impossible ci credevi perchè era bello crederci e mi entusiasmavi, adesso mi hai fatto venire solo un gran sbadiglio.
                      E poi la "sceneggiata" del tempio con tanto di monaci incapucciati, di lingua sconosciuta e rituali misteriosi... e dai su... è vecchio prima ancora di averlo scritto.
                      Ho in libreria il tuo quarto libro, comperato sulla scia dell'entusiasmo del primo e del secondo e prima della lettura di questa Machiavellonica Vaccata, attento a te adesso mi faccio passare il mal di pancia ma ti aspetto al varco.



                      Voto: 2/5
                       

                        sabato 2 ottobre 2010

                        La solitudine dei numeri primi - Paolo Giordano


                         

                        I Contenuti

                        Alice è una bambina obbligata dal padre a frequentare la scuola di sci. È una mattina di nebbia fitta, lei non ha voglia, il latte della colazione le pesa sullo stomaco. Persa nella nebbia, staccata dai compagni, se la fa addosso. Umiliata, cerca di scendere, ma finisce fuori pista spezzandosi una gamba. Resta sola, incapace di muoversi, al fondo di un canale innevato, a domandarsi se i lupi ci sono anche in inverno. Mattia è un bambino molto intelligente, ma ha una gemella, Michela, ritardata. La presenza di Michela umilia Mattia di fronte ai suoi coetanei e per questo, la prima volta che un compagno di classe li invita entrambi alla sua festa, Mattia abbandona Michela nel parco, con la promessa che tornerà presto da lei. Questi due episodi iniziali, con le loro conseguenze irreversibili, saranno il marchio impresso a fuoco nelle vite di Alice e Mattia, adolescenti, giovani e infine adulti. Le loro esistenze si incroceranno, e si scopriranno strettamente uniti, eppure invincibilmente divisi. Come quei numeri speciali, che i matematici chiamano "primi gemelli": due numeri primi vicini ma mai abbastanza per toccarsi davvero. Un romanzo d'esordio che alterna momenti di durezza e spietata tensione a scene rarefatte e di trattenuta emozione, di sconsolata tenerezza e di tenace speranza.

                        La Recensione

                        Il libro si presenta compatto, di una lunghezza di circa 30 cm e con un'altezza di circa 5 cm. (ci si scusa per l'approsimazione); presenta una sovracoperta di carta plastificata raffigurante un'immagine di donna all'interno di un fitto boscame. Se andiamo a togliere la copertina possimano notare che la parte sottostante è rigida e verde con stampigliato a lato il titolo del libro.
                        Possiamo altresì notare che le pagine sono di carta e numerate, l'inchiostro di stampa è nero, se andiamo a considerare l'olfatto possiamo ben constatare che odora di libro. Purtroppo non ci è dato sapere quali e quanti alberi sono stati impiegati nella sua rilegatura, così quali macchine sono state adoperate per l'assemblamento dello stesso, possiamo però scoprire il luogo dove è stato stampato, particolare che tralasciamo in quanto poco rilevante. Così come le persone impiegate in tale sforzo.
                        Possiamo notare che facendolo cadere risponde perfettamente alla forza di gravità e facendo vari test da varie altezze possiamo evincere che non cade sempre dalla stessa parte.
                        Gli usi che si possono fare di tale volume sono molteplici, è utile come spessore per sedie e tavoli sbilenchi, può essere usato (ma solo una volta) come "starter" da camino, altresì possiamo usarlo (con uso limitato dal numero della pagine) come carta da vario utilizzo: da culo, assorbente, per vari tipi di pulizie (consigliata quella per lavare i vetri grazie al petrolio che svolge egregiamente tale funzione), come striscioline per arrotolare sigarette (per chi fuma), come coriandolini per carnevale o similari feste (si si ha pazienza e manualità).
                        Rimane completamente incomprensibile comunque come tale oggetto che ha così tante funzioni come da sopra esposto posso essere nato come strumento da lettura, tale uso non solo è sconsigliato ma effetivamente completamente inutile.
                        Possiamo anche notare come tale compendio di sfiga planetaria, potrebbe rendere persino Murphy un ottimista, alterare in varie forme e stadi le persone che dovessero incautamente venirne a contatto e renderlo così altamente nocivo in forma di lettura.
                        Se ne raccomanda pertanto l'uso come consigliato sopra e Mai come forma/strumento di lettura. Altamente Nocivo.



                        Voto:  1/5
                         

                          mercoledì 29 settembre 2010

                          Questa storia - Alessandro Baricco


                           

                          I Contenuti

                          Ultimo Parri è un ragazzino che diventa vecchio cercando di mettere in ordine il mondo. Ha cinque anni quando vede la prima automobile, diciannove il giorno di Caporetto, venticinque quando incontra l'amore della sua vita, e molti di più la sera che muore, in un posto lontano. Questa storia è la sua storia.

                          Dall'autore di "Oceano mare", "Seta", "Novecento" e molti altri
                          . 


                          La Recensione

                          Che nervi, io questo libro nella mia incommensurabile ignoranza lo volevo proprio stroncare fino alle ultime dieci pagine. Già il mio dito pregustava il rilascio di quella miserrima stellina gialla e stare qui a scrivere di quanta pochezza c'era in questo libro. Insulso, noioso oltremodo, personaggi che non stanno ne in cielo ne in terra, un accozzaglia di pezzi di vita messi uno in fila all'altro. Insomma avevo proprio trovato finalmente un libro di Baricco da disprezzare, in quanto c’è sempre uno o due libri di un autore che non ci pace. Ora mi ritrovo a pensare alla risposta che darei se qualcuno mi chiedesse di consigliare questo libro. Già il fatto di starci a pensare implica che probabilmente lo farei, tutto per quelle stramaledette dieci pagine finali. Questo fa di un autore, un grande autore? Secondo me, sì. Dunque consiglio questo libro? Sì, tutto sommato, sì. Non posso certo direi che è il miglior Baricco e sicuramente non sarebbe il primo libro che proporrei a un lettore di primo pelo di questo autore. Sei slaeale Baricco mi hai strappato dalla tastiera queste due stelline in più. Ma quel sospiro, quelle dieci pagine finali le valgono eccome.


                          Voto: 3/5
                           

                            mercoledì 22 settembre 2010

                            Il potere del cane - Don Winslow


                             

                            I Contenuti

                            Art Keller è un poliziotto ambizioso, con una mentalità da crociato, deciso a combattere in prima fila la guerra che gli Stati Uniti hanno lanciato contro il traffico internazionale di droga. Miguel Angel Barrera è il boss della Federación, il cartello che riunisce tutti i narcos messicani, e i suoi nipoti, Adàn e Raùl, smaniano all'idea di ereditarne l'impero. Nora Hayden, dopo un'adolescenza complicata, è diventata una prostituta d'alto bordo, sempre in bilico tra il cinismo più spinto e un insolito senso morale. Padre Parada è un sacerdote nato e cresciuto in mezzo al popolo, potente quanto incorruttibile. Sean Callan è un ragazzo irlandese di Hell's Kitchen che si è trasformato quasi per caso in un killer spietato, al soldo della mafia. Sono tutti, in modo diverso, coinvolti nel mondo feroce del narcotraffico messicano: una guerra senza esclusione di colpi, che coinvolge sicari senza scrupoli e politicanti corrotti, i servizi segreti americani e la mafia, tra inganni, tradimenti, vendette spietate. Una guerra dove non esiste innocenza possibile, e dove è sempre in agguato, pronto a esplodere, il male assoluto: quella demoniaca crudeltà di uomini e cose cui una millenaria tradizione ha saputo dare un solo nome, evocativo quanto misterioso. Il potere del cane.

                            La Recensione

                            Il Potere del Cane
                            Prologo: BAU BAU BAU BAU
                            Vari Capitoli: BANG! (NOIA) BANG! (NOIA) BANG! (NOIA)
                            Epilogo: La Morte del Cane
                            Appendice: Chi ha paragonato questo autore ad Ellroy, non ha capito un cazzo... di cane ovviamente.



                            Voto: 1/5
                             

                              domenica 29 agosto 2010

                              Ti prendo e ti porto via - Niccolò Ammaniti


                               

                              I Contenuti

                              A Ischiano Scalo il mare c'è ma non si vede. E' un paesino di quattro case accanto a una laguna piena di zanzare. Il turismo lo evita perché d'estate s'infuoca come una graticola e d'inverno si gela. Questo è lo scenario nel quale si svolgono due storie d'amore tormentate. Ammaniti crea e dissolve coincidenze, è pronto a catturare gli aspetti più grotteschi e più sentimentali, più comici e inquietanti della realtà.

                              La Recensione

                              Ammaniti è un grande. Scrittore. Fabulatore. Intrattenitore. Romanziere. Letto durante le vacanze estive, ho fatto in modo che mi scivolasse addosso molto lentamente in modo di gustarmelo appieno. Scopro tardi gli autori italiani, a parte Eco e i grandi classici immancabili, gran rammarico a questo punto perchè mi sono reso conto che la mia anglofilia mi ha privato di perle rare come queste. Prima ho scoperto Baricco, poi Benni e adesso Ammaniti, contrariamente ai più ho apprezzato moltissimo anche “Come Dio Comanda”, ma questo libro mi ha davvero entusiasmato per molti aspetti: I personaggi, nella loro disperata e tragica comicità, sono presentati al lettore con realismo. La prosa non stanca in nessun punto della storia, anzi avvince e trascina il lettore. Situazioni spesso comiche, rivelano invece una profonda amarezza e disperazione, si iscrivono del contesto più ampio di una vicenda profondamente drammatica. L’ambientazione: Ischiano Scalo è il luogo perfetto e ideale per raccontare un Italia quanto mai vera. Il finale amarissimo, sconvolge e fa pensare a lungo, ma come si ripete spesso nel libri davanti alle grandi tragedie ma anche a quelle piccole, di tutti i giorni, si va avanti e si superano. E anche le cose peggiori vengono lasciate alle spalle.. Questo libro fa battere il cuore, racconta e avvolge gli occhi tra le spire della storie per incantarci e non lasciarci più andare.Tutte le situazioni sono perfette nella loro bolla di vita letteraria (ma quanto c’è di vero in questa storia). Mi ha preso e portato via, a Ischiano dove c’è il mare ma è come se fosse sempre troppo lontano da raggiungere, come la felicità che è sempre lì bene in vista ma facciamo fatica a prenderla e raggiungerla e quando ci riusciamo, la teniamo stretta per poco tempo. Ti lascia pensieroso per qualche giorno. Possiamo dire che è uno strano libro. E’ironico, ma con una spiccata vena sarcastica, ma probabilmente è triste, molto triste perchè nella sua ironia mette a nudo tutte le debolezze e le tragedie di ogni giorno. Non esiste un personaggio che non sia alla fine un perdente, come, forse, lo siamo un po’ tutti. Un libro realista, ma romanzato e scritto benissimo. Comunque, senza dubbio, da leggere.


                              Voto: 5/5
                               

                                venerdì 20 agosto 2010

                                Bedero - Il Balcone della Valcuvia - Camillo Bignotti


                                 

                                I Contenuti

                                Situato a confine tra la Valcuvia e a l'inizio della Valle del Pralugano, ai piedi del Monte Scerrè. Viene denominato "Il Balcone della Valcuvia" in quanto si ha un notevole panorama sull'intera vallata sottostante. Bedero valcuvia non fa parte della Comunità Montana della Valcuvia, ma della Valganna e Val Marchirolo ma a livello geografico, per storia e anche tradizioni generalmente viene inglobato dentro tutto il verde quadro della Valcuvia.

                                La Recensione

                                Sempre alla ricerca di libri che raccontano piccole storie locali, questo in particolare è davvero curioso e a me caro, con le notizie del paese che mi ha visto crescere durante le vacanze estive. Un piccolo borgo, ma anche i piccoli centri hanno tanto da narrare. Ben fatto, tenuto conto che l'autore non è uno storiagrafo ma un semplice appassionato della sua terra; ho potuto scoprire tante piccole curiosità di questo paesino: storiche, geografiche e artistiche.


                                Voto: 3/5
                                 

                                  mercoledì 21 luglio 2010

                                  L'arciere di Azincourt - Bernard Cornwell


                                   

                                  I Contenuti

                                  Può, chi nasce sotto una cattiva stella, sfidare la sorte e vincere? Può, un solo uomo, tener testa a un intero esercito e cambiare l'esito di una guerra? Quella di Azincourt è una delle battaglie più famose della storia, teatro di uno scontro disperato tra l'esercito inglese e quello francese. Era il 25 ottobre 1415. Per gli inglesi rappresentò una straordinaria vittoria, che assunse dimensioni epiche molto prima che Shakespeare la immortalasse nel suo Enrico V... Nicholas Hook è un arciere inglese di umili origini che, per salvarsi da una condanna a morte, parte come mercenario per difendere Soissons, la città in mano al duca di Borgogna. Le informazioni che riporta in patria sulle atrocità dell'assedio, unite alla sua abilità nel combattere, gli fanno guadagnare credito presso re Enrico V, che lo vuole con sé nella campagna diretta alla conquista della corona francese. Là, sulla piana di Azincourt, i nemici, in netta superiorità numerica, verranno sconfitti in una battaglia nella quale Hook avrà un ruolo cruciale. Dal maestro del romanzo storico Bernard Cornwell, un'opera che rappresenta un unicum nella sua produzione: una vicenda costruita su una rigorosa documentazione, capace di far rivivere in tutta la sua realtà una delle battaglie più drammatiche della storia.

                                  La Recensione

                                  Cornwell è per me uno di quegli autori che si comprano a scatola chiusa. Perché i suoi libri mi sono sempre piaciuti, soprattutto quelli del filone medievale. Quest'ultimo però mi ha deluso parecchio. Ho trovato la storia priva di veri colpi di scena e suspance a cui ero abituato ed un incremento di maciullamenti e sangue che secondo me vanno a rovinare un po' troppo la cornice del libro. Ci mancherebbe nessuno mette in dubbio che le battaglie della Guerra dei Cent'anni siano state così cruente, Cornwell è un vero storico e si documenta in maniera precisa quando scrive un romanzo, ma ho trovato eccessive la cacofonia di descrizione dei vari sbudellamenti, schiacciamenti, evirazioni e chi più ne ha più ne metta che hanno alterato il gusto del libro. Trovo inoltre che questo libro sia una versione edulcorata della trilogia dell'arciere anche se si svolge un secolo dopo dalla sopra citata. Edulcorata perchè sembra appunto una versione sbiadita della trilogia in versione pulp. Più sangue, meno storia insomma. La descrizione degli scontri, degli stati d'animo dei soldati, del campo di battaglia sono perfette e ricostruite in maniera eccelsa e infatti il libro sembra vivere in costante attesa delle due battaglie che si svolgono all'interno e il resto fa da contorno. I personaggi, per i fan dell'autore, sono fotocopiati dagli altri libri, le ambientazioni anche per non parlare della storia che è trita e ritrita: personaggio principale inguiato e infangato ma con tanta forza morale, peripezie varie del suddetto con affiancamento di giovane pulzella, cattivo di turno che ce l'ha a morte con tutti e due, riscatto finale e vissero felici e contenti). Insomma niente di nuovo sotto il sole. Aggiungo anche la mia fastidiosissima sensazione di disagio nel leggere che un santo continua per tutto il libro a parlare con il protagonista principale, indicandogli anche quando agire e come fare nel farlo. Questa volta non posso neanche dare la sufficienza a Cornwell e me ne dispiaccio molto.


                                  Voto: 1/5

                                    martedì 13 luglio 2010

                                    Come Dio comanda - Niccolò Ammaniti


                                     

                                    I Contenuti

                                    In una landa ai margini di tutto vivono un padre e un figlio, Rino e Cristiano Zena, uniti da un amore viscerale che si nutre di sopraffazione e violenza. Tirano avanti un'esistenza orgogliosa insieme a un paio di balordi. Un giorno decidono che è arrivato il momento di dare una svolta alle loro vite. Il piano è semplice: scassinare un bancomat. I protagonisti di questa fiaba apocalittica si ritrovano così in una notte di tempesta, affollata di fantasmi e rimorsi, in cui i fiumi straripano e il fango sembra seppellire ogni speranza. Ma dalle tenebre emerge una ragazzina bionda che sprigiona una forza oscura e finisce per cambiare per sempre i loro destini. "Come Dio comanda" è una sinfonia in cui la più cupa tragedia e lo humour più scatenato si fondono, dando vita a un grande affresco sociale.


                                    La Recensione

                                    Come si misura la bellezza di un libro? Certo ci sono molti modi: la storia, i personaggi, la scrittura, l'ambientazione e così via, tutte cose certo importanti... forse però basta un unico fattore che va a misurare esattamente la qualità di un libro: la voglia che si ha di riprendere la lettura dopo averla interrotta. Se il metro di valutazione che adottiamo è questo possiamo sicuramente affermare che questa storia da dipendenza, o per lo meno, questo è quello che è capitato a me. A parte i vari aspetti che abbiamo prima citato, è proprio la voglia della lettura che ti instilla questo libro che fa la differenza, la voglia di vedere come andrà a finire. Questo è il primo libro che leggo di Ammaniti e ultimamente scopro tra gli autori italiani delle vere chicche che fino ad ora mi ero perso; gli italiani e io per primo siamo un popolo di esterofili e cerchiamo sempre delle emozioni nelle letture tipicamente anglosassoni, ma forse dobbiamo proprio ricrederci, quando abbiamo in casa degli autori così bravi. Se poi vogliamo andare a considerare i vari aspetti di questo capolavoro possiamo dire che il libro è crudo, bello, intenso, duro e ben scritto, infarcito di brutture, violenza, solitudine, e disperato bisogno d'amore e di comprensione. Rino e Cristiano Zena, Quattro Formaggi, Danilo Aprea e Beppe Trecca, personaggi ai margini della società degradata, insensibile ed indifferente in una vita di provincia che non ha più valori in cui credere, in cui non esiste futuro, scenari cupi e opachi pennellati a tinte fosche. Terra di confine tra la povertà e la ricchezza, dove la violenza, i falsi miti della televisione, la droga, la bruttura, la cattiveria, la lotta per l’esistenza ne sono dominatrici. Il legame tra Rino e Cristiano, padre e figlio in una delle storie più belle e dure che abbia mai letto. Ogni personaggio un dramma atroce che ti colpisce allo stomaco e ti fa mancare il fiato. La narrazione è ricca di colpi di scena, il ritmo è incalzante, veloce e su tutto la sempre presente cupezza e drammaticità come un drappo steso su una macchina velocissima: psicolabili, adolescenti buttati, assistenti sociali in una vita troppo stretta e inadeguati, piccoli borghesi sventolanti Suv con mogli depresse imbottite di sonniferi e imbroglioni. Veramente un capolavoro, da leggere in un fiato. Seguiranno di sicuro gli altri libri di Ammaniti tra le mie letture. Un ultimo suggerimento doveroso, se finito il libro avete in mente di recuperarvi il film, non fatelo. Se avete visto il film e per questo avete deciso di non leggere il libro, ricredetevi.


                                    Voto: 5/5
                                     

                                      sabato 26 giugno 2010

                                      Cime tempestose - Emily Brontë


                                       

                                      I Contenuti

                                      Heathcliff, figlio di ignoti, è stato allevato da Earnshaw. Alla sua morte, il figlio Hindley tormenta Heathcliff che trova conforto in Catherine, sorella di Hindley, di cui si innamora. Rifiutato dalla ragazza, fugge. Tornato dopo tre anni, trova Catherine sposata a Edgar Linton di cui sposa la sorella che, per vendicarsi, maltratta. Catherine intanto muore, tormentata dal rinato amore per Heathcliff, dopo aver avuto una bambina. La rabbia di Heathcliff si scatena anche contro Hareton, il figlio di Hindley, ormai ridotto in suo potere. Heathcliff muore distrutto dal suo stesso odio. Infine la figlia di Catherine, Cathy, e Hareton potranno vivere felicemente insieme.


                                      La Recensione

                                      Se per caso vi capitasse di giungere nell'Inghilterra del 1800 precisamente a Thrushcross Grange, una casa di un tal Heathcliff, vicina ad un luogo chimato "Wuthering Heights" e incontrare una tale Ellen (Nelly) Dean, attenzione ciò potrebbe nuocervi gravemente alla salute causa noia mortale, dunque giratevi in tutta fretta, risalite sulla vostra macchina del tempo, riprogrammate il computer di bordo su altra data e ripartite il più velocemente possibile.
                                      Evitate, per il vostro interesse di viaggiatore del tempo, di riprogrammare la macchina in alcune date e luoghi (vedere appendice allegata).
                                      Se ciò fosse dipeso per un errore di programmazione della macchian stessa e non da vostro errore, consigliamo di rivolgervi al nostro concessionario più vicino.

                                      "Nota estratta dal Compendio sui Viaggi Spazio Temporali redatto dal Comitato Interplanetario Vigilante sui Viaggi nel Tempo."


                                      Voto: 1/5

                                        sabato 19 giugno 2010

                                        Spider - Patrick McGrath


                                         

                                        I Contenuti

                                        Tormentato da antiche ossessioni, Dennis, vive a Londra in una strana pensione. Lentamente affiora nella sua vita il ricordo di una sconvolgente esperienza, l'evidenza di un delitto, e le immagini legate a una lunga permanenza in manicomio.


                                        La Recensione

                                        Lento, lento, lento. Scopo dell’autore credo che sia quello di coinvolgere il lettore in una spirale di paranoie, incubi e allucinazioni per portarlo da un inizio dove tutto sembra essere normale, a un finale dove tutto è allucinazione e schizofrenia. Solo che secondo il mio modesto parere, non solo non riesce nell’intento ma porta a una noia che solo le poche pagine del libro non convince il lettore ad abbandonare la lettura. Si va avanti navigando in mezzo agli incubi del protagonista, scendendo con lui nel suo inferno personale, il problema è che si scende senza arrivare a sbattere il grugno da nessuna parte, anche il finale non regala nulla e sinceramente non sembra neanche un finale. Un’accozzaglia di pensieri deviati, buttati insieme e lanciati lì "alla speriamo che io me la cavo"; non so se tale delusione sia derivata dopo aver letto quel capolavoro di “Follia” che mi ha folgorato sulla via di Damasco, tanto di far salire questa sua seconda opera alla ribalta del mio comodino saltando a piè pari tutti i miei libri che già avevo deciso di leggere. La seconda stella è per la scrittura, quella merita non si può dire niente, lo stile è vibrante e descrittivo come in “Follia”, anche l’ambientazione fa benissimo il suo lavoro di trasportarci nella Londra del dopo guerra, cambiando scenari (sempre cupi e malinconici) come in un buon palcoscenico di teatro.  Per adesso rimando l’autore a settembre, sperando nelle prossime opere che ho già comprato ma che purtroppo sono finite in coda alle mie letture.


                                        Voto: 1/5
                                         

                                          domenica 13 giugno 2010

                                          City - Alessandro Baricco


                                           

                                          I Contenuti

                                          Questo libro è costruito come una città, come l'idea di una città. Mi piaceva che il titolo lo dicesse. Adesso lo dice. Le storie sono quartieri, i personaggi sono strade. Il resto è tempo che passa, voglia di vagabondare e bisogno di guardare. Ci ho viaggiato per tre anni, in "City". Il lettore, se vorrà, potrà rifare la mia strada. È il bello, e il difficile, di tutti i libri: si può viaggiare nel viaggio di un altro? Quanto ai personaggi - alle strade - c'è un po' di tutto. Ci sono uno che è un gigante, uno che è muto, un barbiere che il giovedì taglia i capelli gratis, un generale dell'esercito, molti professori, gente che gioca a pallone, un bambino nero che tira a canestro e ci becca sempre. Gente così.

                                          La Recensione

                                          Decisamente sotto i precedenti da me letti. Forse tra tutti quello che mi è piaciuto meno. Di certo non potrei consigliare ad un neofita di Baricco di iniziare da questo, probabilmente troverebbe faticoso avvicinarsi agli altri suoi libri. Non che ci sia una vera ragione, è che in molti punti il libro non si è fatto leggere come succedeva con "Castelli di Rabbia" od "Oceano Mare", solo per citarne due come esempio. La scrittura è sempre ricca, i personaggi sono meravigliosi e come sempre c'è quell'amaro edulcorato che contraddistingue i libri dell'autore... ma non saprei, ecco in alcuni punti mi succedeva di accelerare l'occhio sulle righe, come a voler saltare paragrafi. Questo non è un buon sintomo, quando si legge. Forse però perché sono partito con grandi attese perché mi accingevo a leggere uno dei miei autori preferiti e non ho trovato in quest’opera quello che mi aspettavo e la storia non è riuscita a trasportarmi fino in fondo negli intrecci delle storie (forse troppe?) raccontate in City. Un calderone che è troppo ribollente, ridondante, soffocante, stordente, troppa, troppa, troppa carne al fuoco. Qualche pezzo è rimasto crudo, indigesto. Siamo ai soliti esercizi letterari questo sì, ad alcuni disturbano e criticano l’autore per questo, a me piacciono, mi piace ogni tanto leggere chi riesce con il suo genio ad inanellare idee e pensieri stupendi e scriverli con uno stile aulico, mi piace seguire tali pensieri e vedere dove vanno a parare. Ripeto, forse qui ce ne sono troppi slegati uno dall’altro. Forse è solo che a me le “City” non piacciono.


                                          Voto: 2/5