lunedì 29 dicembre 2008

Paragon hotel - David Morrell (Frank Balenger #1)


 

I Contenuti

La mole del Paragon Hotel si staglia contro il livido cielo autunnale di Asbury Park, cittadina fantasma sulla costa del New Jersey. Inaccessibile ormai da decenni, l'edificio fu fatto costruire da Morgan Carlisle, eccentrico milionario che lo aveva dotato di ogni genere di comfort per viziare i suoi illustri ospiti. Un piccolo gruppo di archeologi urbani, appassionati di vecchi edifici, sta per intrufolarsi al suo interno per esplorarlo prima che venga demolito. Ma man mano che si addentrano lungo i corridoi illuminati solo dalle loro torce, la sensazione di non essere soli si fa sempre più soffocante e li getta nell'inquietudine. Fatti inspiegabili iniziano a susseguirsi e la minaccia di qualcosa di orribile segue da vicino ogni loro passo. Finché non sarà chiaro che la loro salvezza è un flebile barlume in quella notte nera come la pece.


La Recensione

Molto carino questo libro, mi è piaciuto davvero tanto e letto in due giorni. Quello che si dice una storia che "ti tiene col naso incollato tra le pagine".

Mi ha tenuto con il fiato "sospeso" per una lettura davvero veloce ed incalzante. Scritto bene, buoni i personaggi (anche se un po' stereotipati), molto bella l'ambientazione che è davvero originale e fa da contesto a tutta la storia diventando anche lei una protagonista di tutto rispetto.

Siamo alle prese con una esplorazione di un hotel abbandonato da tanti anni che riserverà ai protagonisti delle sorprese niente affatto gradevoli. Altro merito di questo libro è stato l'avermi fatto conoscere il mondo degli "esploratori urbani" gruppi che un po' per avventura, un po' per amore per la storia si avventurano in condomini, hotel, ospedali, prigioni abbandonate da anni. Cercando su google si trovano davvero tanti gruppi dediti a questa attività che esplorano come degli "archeologi del passato recente", dei moderni Indiana Jones, queste strutture abbandonate.

Un plauso a quest'autore canadese, che ricordiamo è universalmente noto per aver scritto il libro "First Blood" da cui Stallone ci fece Rambo, che a mio parere con questa ambientazione e questa storia ha scritto qualcosa di davvero originale.

Consigliato.


Voto: 4/5
 

    venerdì 26 dicembre 2008

    La variante di Lüneburg - Paolo Maurensig


     

    I Contenuti

    Un colpo di pistola chiude la vita di un ricco imprenditore tedesco. È un incidente? Un suicidio? Un omicidio? L'esecuzione di una sentenza? E per quale colpa? La risposta vera è un'altra: è una mossa di scacchi. Dietro quel gesto si spalanca un inferno che ha la forma di una scacchiera. Risalendo indietro, mossa per mossa, troveremo due maestri del gioco, opposti in tutto e animati da un odio inesauribile, che attraversano gli anni e i cataclismi politici pensando soprattutto ad affilare le proprie armi per sopraffarsi. Che uno dei due sia l'ebreo e l'altro sia stato un ufficiale nazista è solo uno dei vari corollari del teorema.


    La Recensione

    Molte volte capita che prendi in mano un libro e sai più o meno cosa aspettarti, per lo meno credi di averne intuito il genere, in alcuni casi invece, come questo, ti ritrovi a leggere tutt'altro da quello che ti eri immaginato e allora puoi o rimanerne deluso oppure contento. Colpa delle quarte di copertina che non sempre rispecchiano fedelmente il contenuto della storia?

    In questo caso ne rimango deluso, perchè pensando di aver preso in mano un giallo mi sono ritrovato a leggere per metà libro un elogio al gioco degli scacchi (che per carità non disdegno in quanto giocatore) e per la parte finale ad uno scorcio su di una realtà storica nefasta (non descrivo più di questo per non togliere sorpresa al lettore).

    Di per sè non posso affatto dire che il libro non sia frutto di una buona idea o che sia scritto male, tutt'altro a dire la verità, ma mi è rimasta quella "defenestrazione" di essermi ritrovato al leggere un libro che parte con un "assassinio" e finisce in maniera completamente diversa. In ogni caso comunque la parte iniziale e centrale del libro secondo me è troppo incentrata non tanto sulle regole degli scacchi ma sull'amore incondizionato che l'auotre sembra possedere per essi.

    Diciamo che di buono ha un'ottima tecnica narrativa, e uno stile accattivante. L'idea poi della rivalità tra un ex nazista e un ebreo è quanto di più ovvio si potesse immaginare.

    Al contrario degli altri pareri fin qui letti, non posso esprimermi positivamente su questa storia.


    Voto: 2/5

      mercoledì 24 dicembre 2008

      Il sergente nella neve - Mario Rigoni Stern


       

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      Pubblicato per la prima volta nel 1953 in una collana diretta da Elio Vittorini, Il sergente nella neve è stato inizialmente apprezzato soprattutto per il valore di testimonianza, ma in seguito, con la progressiva distanza temporale dai drammatici avvenimenti raccontati, ha dimostrato le sue grandi qualità espressive ed è ormai giustamente considerato un classico del Novecento: non solo per la lingua intensa e sempre concretissima, ma anche per l’alta moralità di fronte a esperienze estreme e per la totale assenza di qualsiasi enfasi retorica.


      La Recensione

      Giuanin c'è arrivato a Baita e come lui altre centinaia di migliaia di nostri alpini che tentarono la fuga dalla Russia occupata.

      Sopravvivere a quella campagna piena di vento, di neve, di disperazione e di freddo, davvero troppo quel freddo, e le invocazioni dei compagni che cadevano... ogni giorno la morte a vent’anni, ogni giorno a pensare ad un piatto di pastasciutta, un bicchiere di vino e i propri cari lontani. Ogni giorno un passo più avanti mentre le ginocchia scricchiolano e i tuoi compagni rimangono indietro.

      Bellissimo questo libro su un pezzo così tragico della nostra storia, di quella che fu laseconda guerra mondiale, che esalta la follia degli uomini ma anche la combattività dei nostri militari in fuga verso casa e circondati dai russi.

      Ci sono perle di rara bellezza in questa vicenda raccontata da chi l'ha vissuta in prima persona, piccole immagini che conserverò a lungo nel mio cuore. Non si possono davveror recensire libri come questo, si può solo consigliare di leggerli.

      Davvero magnifico, per quello che porta con sè, perchè non accada mai più.


      Voto: 5/5
       

        domenica 21 dicembre 2008

        La strada della libertà - David L. Robbins


         

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        "Caricateli!" Un grido che divenne il motto della Red Ball Express: per i soldati americani che avevano il compito di trasportare approvvigionamenti al fronte dopo il D-Day del 6 giugno 1944 significava accendere i motori e cominciare estenuanti marce in colonna, con qualsiasi tempo. Loro dovevano "solo" guidare i camion e consegnare i materiali. Ma per Joe Amos, giovane autista nero del battaglione trasporti, è impossibile tenersi lontano dagli scontri per liberare la Francia dai tedeschi: spingersi in battaglia è una sfida da vincere davanti a quei bianchi che lo vedono come uno al quale l'America, causa il colore della pelle, nega il diritto di poter imbracciare un fucile. La storia dell'eroico battaglione si identifica col dramma di una generazione stravolta dalla guerra: il fanatismo razzista di cui è oggetto Joe Amos ha il suo corrispettivo nella tensione del rabbino Kahn, veterano del primo conflitto mondiale sulle tracce del figlio pilota disperso: il suo sarà un continuo duello con Dio, un'incessante domanda sulla necessità di quella carneficina, ma anche un'ininterrotta richiesta di grazia e, al tempo stesso, di perdono per aver ucciso. La liberazione di Parigi coinciderà con la fine di uno spietato traditore americano di nome Chien Blanc, arricchitosi con la borsa nera. I destini di questi tre uomini, incrociandosi, diventano la dolorosa testimonianza di una storia che nessuno è mai riuscito a spiegare veramente.


        La Recensione

        Siamo lontani dal bellissimo libro "Fortezza Stalingrado" sempre di questo autore da cui è stato tratto anche l'incantevole film "Il nemico alle porte" e anche dal suo successore "La fine della guerra", ma ereditiamo comunque una vicenda godevole, ben strutturata e con alle basi un ampia ricerca storica.

        Siamo in Francia, nei giorni successivi al D-Day (lo sbarco alleato in Normandia) in piena seconda guerra mondiale e come sempre ormai l'autore di questo libro ci racconta gli avvenimenti di questa immane tragedia tramite gli occhi di tre personaggi che si muovo nella trama di questa storia accavallando le loro vicende, i loro sentimenti, le loro storie.

        Protagonisti assoluti sono i "Red Ballers" i ragazzi di colore che trasportarono quintali di materiali dalle spiagge dello sbarco ai ragazzi impegnati in prima linea durante l'avanzata alleata nel cuore della Germania nazista. Buoni i personaggi, buono l'intreccio e colpo di scena finale che non può non lasciare impressionato piacevolmente il lettore.

        Tuttavia mi sento di consigliare questo libro agli appassionati del genere "guerra", perchè troppo impregnato e legato alle vicende storiche narrate per interessare un più etereogeneo pubblico.

        Una prova minore dell'autore rispetto ai primi due scritti, che probabilmente appassionerà soltanto gli amanti del genere.


        Voto: 4/5
         

          lunedì 15 dicembre 2008

          I cavalieri medievali - La vita, le armi, i tornei, le tecniche di combattimento - Christopher Gravett


           

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          La vita, le armi, i tornei, le tecniche di combattimento.


          La Recensione

          Libretto di poche e molte di queste di solo illustrazioni, per una panoramica sui cavalieri medievali, di certo non un'opera di grande ricerca e serità, ma un leggero compendio che da un'infarinatura sull'argomento. Belle le illustrazioni, un po' meno i testi.

          Non eccelso, ma neanche da buttare.


          Voto: 3/5

            lunedì 8 dicembre 2008

            Il ritorno delle furie - Richard K. Morgan (Takeshi Kovacs #3)


             

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            Da tempo immemorabile, Harlan's World - un pianeta ricoperto dagli oceani e con soltanto II cinque per cento di terra abitabile - è dominato da un'unica famiglia: gli Harlan, appunto. È questo il luogo in cui è nato Takeshi Kovacs e in cui l'ex mercenario è tornato. Ma New Hakkaido, la fredda, insensibile e labirintica capitale, è un posto molto pericoloso, soprattutto per Takeshi, che prima di diventare un soldato era un elemento di spicco nelle gang locali. Così, in un ambiente in cui si aggirano criminali e cacciatori di teste, predicatori religiosi e politici senza scrupoli, Takeshi affonderà in un vortice di intrighi e violenza, e dovrà confrontarsi con un nemico inaspettato: in una società che ha sconfitto la morte - la coscienza può essere digitalizzata e trasferita in un altro corpo -, Takeshi dovrà affrontare una versione di se stesso molto più giovane, forte e determinata. Una cosa soltanto è sicura: uno dei due Takeshi Kovacs deve morire...


            La Recensione

            I primi due libri con il protagonista "Tak" Kovacs li ho divorati, ed ho aspettato la traduzione di quest'ultimo con ansia crescente.

            Smania che è andata purtroppo scemando durante la lettura. Ho trovato questo libro troppo infarcito di analisi politiche sul contesto del mondo della storia (contrapposizione tra le Grandi Famiglie e il Quellismo) a discapito della "detective-story" del primo libro e dell'"action-story" del secondo.

            Insomma secondo me si è rilegato un po' troppo il personaggio in un contesto sociologico che sarebbe stato meglio affrontare in maniera più bassa per lasciare più spazio all'azione. In fondo stiamo leggendo un libro di fantascienza, non di sociologia e l'autore nei due precedenti infatti era riuscito a creare quel mix detto in precedenza che era perfetto.

            Questo è l'unico appunto che mi sento di fare a questa storia, in quanto comunque l'ambientazione è fantastica come sempre, come anche tutti gli altri personaggi del libro.

            Insomma non mi sento di andare oltre le tre stelline, in attesa (credo lunga in quanto l'autore si è dato al fantasy) di un quarto episodio.

            Per gli amanti della fantascienza.


            Voto: 3/5
             

              giovedì 13 novembre 2008

              Il gioco dell'angelo - Carlos Ruiz Zafón


               

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              Nella tumultuosa Barcellona degli anni Venti, il giovane David Martín cova un sogno, inconfessabile quanto universale: diventare uno scrittore. Quando la sorte inaspettatamente gli offre l'occasione di pubblicare un suo racconto, il successo comincia infine ad arridergli. È proprio da quel momento tuttavia che la sua vita inizierà a porgli interrogativi ai quali non ha immediata risposta, esponendolo come mai prima di allora a imprevedibili azzardi e travolgenti passioni, crimini efferati e sentimenti assoluti, lungo le strade di una Barcellona ora familiare, più spesso sconosciuta e inquietante. Quando David si deciderà infine ad accettare la proposta di un misterioso editore - scrivere un'opera immane e rivoluzionaria, destinata a cambiare le sorti dell'umanità -, non si renderà conto che, al compimento di una simile impresa, ad attenderlo non ci saranno soltanto onore e gloria.


              La Recensione

              Il gioco dell'angelo avvince e ti tiene con il fiato sospeso. Punto. Basterebbero questa breve descrizione a rendere perfettamente l'idea di questa storia.

              La narrazione ti prende praticamente da subito e ti conduce nella città misteriosa di Barcellona al fianco del protagonista: figura dipinta in maniera eccelsa e straordinariamente viva. Anche l'antagonista di questa storia è caraterrizzato da un senso del mistero che esce dalle pagine per ammaliarti come una spira di fumo che avvolgendoti ti conduce direttamente nelle pagine del libro.

              Davvero molti gli spunti di riflessione e le ideologie eofferte nelle varie discussioni sulla religione tra i due personaggi principali. Volendo fare un appunto e lo faccio (non dando così la quinta stellina) trovo forse che i riferimenti all'opera precedente (la libreria e il cimitero dei libri dimenticati) sembrano essere stati messi ad arte per emettere un canto delle sirene ai lettori del libro precedente in quanto probabilmente superflui perchè la storia sembra filare già di per se; trovo anche il finale non all'altezza e sottotono rispetto alla trama magistralmente intrecciata.

              Una scrittura molto profonda, coinvolgente, tratteggiata e descrittiva, con splendidi passaggi e metafore da annotare man mano che si procede nella lettura che non risultano appesantire la fluidità della storia.

              Attendo con ansia la terza prova di questo scrittore, per capire se entrerà a far parte della mia personale classifica dei miei autori preferiti.


              Voto: 4/5
               

                venerdì 7 novembre 2008

                Il fantasma di Stalin - Martin Cruz Smith (Arkady Renko #6)


                 

                I Contenuti

                Il fantasma di Stalin sembra aggirarsi per i corridoi bui della metropolitana di Mosca. Sono ormai numerosi i viaggiatori che testimoniano di averlo visto, e la notizia si sta diffondendo, seminando inquietudine in città. L'incarico di risolvere questo bizzarro caso viene affidato ad Arkady Renko il quale, da subito, non è disposto a credere al prodigio: ai suoi occhi, infatti, il fenomeno ha tutta l'aria di essere un teatro montato a scopi politici, per cavalcare una nostalgia mai del tutto sopita nel popolo russo. Ben presto però le cose si complicano: entrano infatti in gioco poliziotti ambigui, proteste di massa, il terrorismo ceceno e una serie di omicidi sospetti dietro cui, sospetta Renko, potrebbe esserci Nikolai Isakov - un eroe del corpo d'assalto dei Berretti Neri reduce dalla guerra in Cecenia -, esponente di punta della destra ultraconservatrice. Un uomo pericolosamente vicino ad Arkady, anche per via di una sospetta relazione con Eva, la sua compagna.


                La Recensione

                Dopo una parentesi nella zona proibita di Chernobyl, Renko torna ad investigare a Mosca. Per chi non lo sapesse Arkady Renko è un ispettore di Mosca, figura triste e solitaria narrata nei primi (e più famosi) libri di Smith in "Gorky Park" o "Stella Polare", quando ancora c'era la cortina di ferro.

                Solita costruzione magistrale della trama, ben costruiti i personaggi che erano presenti anche nel precedente libro (Lupo Mangia Cane) e sempre ottimo il personaggio principale che con la sua malinconia perenne, l'umorismo sottile e la perseveranza che lo contraddistingue riuscirà a portare a galla l'ennesimo caso di malavita nella Russia odierna.

                Bisogna comunque far notare che non si riesce più a trovare l'ambientazione meravigliosa e memorabile dei primi libri (Gorky Park e Stella Polare) dove il muro di Berlino non era ancora caduto e il comunismo la faceva da padrone.

                Anche il finale forse poteva essere pensato un po' meglio dopo l'attorcigliamento della trama del libro; resta comunque un buon thriller che consiglierei a tutti gli appassionati di Arkady Renko.

                Ai soli possessori dell'intera saga "Renkiana".



                Voto: 4/5

                  domenica 2 novembre 2008

                  Lucca - Storia e capolavori - Giuliano Chelazzi


                   

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                  Storia e capolavori della città di Lucca.


                  La Recensione

                  Guida turistica comperata durante una gita a questa bellissima città toscana.

                  Cercavo qualcosa che parlasse della storia della città, soprattutto nel periodo medievale, purtroppo ho trovato solo questo libro, molto orientato più alla guida della città e ai suoi monumenti che alla sua storia. Ormain è sempre più raro che nelle librerie detengano libri così particolari, ci si accontenta delle guide turistiche, perdendo la memoria storica delle città.

                  In ogni caso, il libro è fatto bene e ci si può accontentare.


                  Voto:4/5
                   

                    domenica 19 ottobre 2008

                    La sfida della tigre - Bernard Cornwell (Sharpe #1)


                     

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                    Sul finire del XVIII secolo, nella lontana India, terreno di scontro tra francesi e inglesi, il giovane Richard Sharpe, arruolatosi da poco, viene scelto per una missione di spionaggio dentro le mura della città di Seringapatam, capitale del regno meridionale del Mysore, retto dal sultano Tippu Sahib. Gli inglesi preparano un assedio in grande stile, ma hanno bisogno di informazioni. Inesperto, ma audace e astuto, Sharpe riesce a superare le varie prove cui il sultano lo sottopone e a conquistarne la fiducia. Un imprevisto tuttavia lo tradirà e ne sconvolgerà i piani, lasciandolo in balia del crudele sultano. Sarà la spaventosa "sfida della tigre" a decidere, una volta per tutte, il suo destino... I leggendari esordi della carriera militare di Richard Sharpe... Un grande romanzo storico d'avventure sullo sfondo dell'India di epoca coloniale.


                    La Recensione

                    Prima avventura di "Richard Sharpe" e non si può non amare da subito questo bellissimo personaggio, costruito abilmente che si muove in un contesto storico tinteggiato straordinariamente e in maniera perfetta.

                    Dopo aver letto questo libro, Cornwell entra di diritto nell'Olimpo dei miei autori preferiti; già da me amatissimo per il ciclo di "Artù" e per il ciclo dell'"Arciere del Re", con le avventure di Sharpe posso dire senza ombra di dubbio che questo scrittore appassiona il lettore in ogni prova letteraria.

                    Non mi ero accostato prima alle avventure di Sharpe, che sono forse le più vendute e conosciute di Cornwell perchè non troppo attratto dal periodo storico trattato e dall'ambientazione, l'India del 1799, pieno colonialismo inglese. Ma presto mentre proseguivo nella lettura mi sono dovuto ricredere perchè il libro ti prende subito dalla prima pagina e ti porta in un mondo di avventure basato su fatti e personaggi realmente esistiti.

                    Miraboli anche i personaggi di contorno, uno più di tutti: il sergente Obadiah Hakeswill, nemico odiato da Sharpe e anche da me lettore. Questa è la potenza della scrittura, farti amare od odiare dei personaggi che vivono solo sulla carta.

                    E' un peccato che qui in Italia le ristampe di tutta la serie di Sharpe vada così a rilento, ma si sa che questo è il paese dove i vari Moccia sono in testa alle classifiche.

                    Da leggere tutta la saga.


                    Voto: 4/5
                     

                      mercoledì 8 ottobre 2008

                      La vera storia del pirata Long John Silver - Björn Larsson


                       

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                      Ci viene qui restituito, in tutta la sua ambigua attrazione e vitalità, un personaggio nato già immortale, il terribile pirata con una gamba sola dell’Isola del Tesoro, che ricompare intento a scrivere le sue memorie, e insieme a lui l’universo piratesco, le tempeste, gli arrembaggi, le efferatezze dei pirati ma anche la loro sfida libertaria di ribelli contro il cinismo dei potenti. Riscopriamo così la capacità di sognare e di abbandonarci alla fantasia, grazie al trascinante racconto in cui si intrecciano sapientemente la suspense e l’avventura all’interno di un sottile gioco letterario che stimola la nostra complicità.


                      La Recensione

                      Quindici uomini sulla cassa del morto, oh-yo!
                      E una bottiglia di rum per conforto!

                      Questo libro è davvero superbo. Rievoca l'avventura classica, quella dei mari in tempesta, degli arrembaggi, dei pirati.

                      Anche il formato scelto è davvero impagabile. E' bello da tenere in mano, è comodo da leggere e da portare sempre con te e quando lo apri anche da una "risvolto" così piccolo escono così tante storie da restarne in balia come in una tempesta al largo delle Indie Orientali, sul ponte che rolla e il pirata John Long Silver che ti urla nell'orecchio di ammainare le vele!

                      Davvero un degno prosieguo dell'"Isola del Tesoro" di Stevenson, anzi se possibile addirittura meglio e c'è proprio da perdersi nella vita del pirata John Silver, che ha sempre vissuto con un cappio al collo,  ma con le spalle libere.

                      Una vita vissuta da uomo libero e il suo nome consegnato ai posteri da queste storie per fare in maniera tale che la sua vita "non è stata una caccola di mosca o una rugiada dispersa dal vento". Anche i personaggi che fanno da contorno e soprattuto l'ambientazione sono riprodotti fedelmente e trasmessi al lettore con una forza dilagante, trasportandoti al tempo degli "uomini di ventura" che solcavano i mari andando all'aremmbaggio di brigantini indifesi.

                      Consigliatissimo a tutti, anche per sfatare alcune convinzioni riguardo alla marina di un tempo, troppe volte distorta nell'immaginario collettivo da troppe brutte pellicole.


                      Voto: 4/5
                       

                        martedì 30 settembre 2008

                        I libri di Luca - Mikkel Birkegaard


                         

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                        Nel cuore di Copenaghen, c'è una libreria antiquaria con un curioso nome italiano: I libri di Luca. Quando il proprietario, Luca Campelli, muore di morte improvvisa e violenta, il negozio passa al figlio Jon, un promettente avvocato che da anni non aveva più contatti col padre. Nello scantinato della libreria, dopo il funerale, Jon apprende dal vecchio commesso Iversen un segreto: Luca era stato a capo di una Società Bibliofila e dei cosiddetti Lectores, persone dotate del particolare potere di influenzare gli altri mediante la lettura. Nella libreria Jon incontra anche Katherina, la ragazza tuttofare dagli occhi verdi, apparentemente fuori posto tra la carta stampata, perché dislessica. Un giorno il negozio subisce un attentato incendiario: nella morte di Luca c'entra forse la lotta di potere all'interno della Società Bibliofila? Il compito di Jon sarà quello di venire a capo del mistero. C'è un traditore fra i Lectores? C'è qualcuno che vuole acquisire i loro eccezionali poteri?


                        La Recensione

                        Certo che è così facile rimanere delusi da un libro dalle alte aspettative, pompato dall'editore come un nuovo trascendentale talento contemporaneo!

                        Che accozzaglia di nefandezze, gente! Credo che la cosa che mi rimarrà impressa di questo libro (?) sia solo "[Il Protagonista] unisce le mani con uno scrocchio", ripetuto credo qualche decina di volte qua e là per il libro. Probabilmente in Danimarca hanno problemi di artrite molto seri, sarà il freddo.

                        Fatto sta che a me ad ogni scrocchio mi aumentava il mal di testa, la nausea e l'insopportazione verso i personaggi di questo romanzo(?). L'idea iniziale è buona e il libro parte bene, ma poi cade tutto a scatafascio dopo i primi capitoli e continua giù a rotolare verso la china per finire a schiantarsi nel burrone delle bestialità.

                        Ad un terzo del libro(?) t'immagini il resto e il finale, a metà lo sai di per certo e quando sei a tre quarti preghi i tuoi Dei che finisca alla svelta. Non capisco la spinta della casa editrice verso questa storia(?), ideata male e scritta peggio, che è proprio di livello nefando.

                        La storia è un insieme di stereotipi come i personaggi stessi (il buono/buonissimo, il cattivo/cattivissimo, l'amico/amicissimo "ti aiuto sempre io", la sperduta ragazza/trombata dal protagonista, la setta/settissima e perfidissima) che si muovono come macchiette all'interno di questa narrazzione che è davvero indigesta.

                        Ci sono dei passaggi di pattume letterario che è davvero raro trovare. Vi consiglio caldamente, statene lontani.


                        Voto: 1/5
                         

                          giovedì 25 settembre 2008

                          Il manoscritto dell'imperatore - Valeria Montaldi


                           

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                          Parma, febbraio 1248. Dense colonne di fumo oscurano il cielo della città sotto assedio. L'incendio divampa nell'accampamento imperiale: i soldati di Federico II di Svevia giacciono a terra dai cittadini in rivolta. Il fuoco distrugge ogni cosa e le tende vengono saccheggiate, il manoscritto sull'arte della falconeria scritto di pugno da Federico II scompare. Nove mesi più tardi, l'imperatore delega al proprio vicario, Ezzelino da Romano, il compito di ritrovarlo. Non può permettere che vada perso: quei fogli contengono dissertazioni che potrebbero scatenare un'accusa di eresia e rompere l'equilibrio già precario con la Chiesa. Della missione è incaricato Gualdo da Margnano, luogotenente di Ezzelino che, insieme con il giovane miniaturista francese Simone da Aix, raggiunge il castello di San Martino, dove forse è nascosto il trattato. Nessuno degli abitanti sembra conoscere l'esistenza di questo documento misterioso. Ma bisogna fare in fretta, esplorare ogni stanza, ogni andito. Una nuova guerra è cominciata. Le notizie sul manoscritto sono arrivate all'orecchio del papa. Innocenzo IV decide di affidare le ricerche a un inquisitore senza scrupoli. E mentre una vecchia pazza si aggira sui camminamenti delle mura e una strega esplora passaggi segreti, Matthew sarà coinvolto in crudeli giochi di potere, scanditi da enigmi sempre più insolubili. Fino a quando sarà il fato a decidere le sorti del manoscritto.


                          La Recensione

                          I primi libri di questa autrice con il personaggio di Matthew mi sono piaciuti parecchio, sopratutto le ambientazioni del tutto italiane e anche in questo libro l'aspetto che più ho apprezzato è quello di vedere ricreata una Milano medievale e anche alcuni luoghi come Vignate, Niguarda, Melegnano, che dicono sicuramente qualcosa ai lettori milanesi.

                          Debbo però dire che se le storie e soprattutto i personaggi che si muovevano nei primi libri erano ben descritti, in questo li ho trovati molto appannati, dunque ha tolto quella velocità e interesse nella lettura che una buona e fedele ricostruzione storica può copreire solo in parte.

                          Insomma si vede che le ricerche storiche sono indubbiamente accurate, ma ho trovato le vicende narrate troppo semplici e se i personaggi potevano tutto sommato coinvolgere un pochino il lettore, il finale a lieto fine mi ha fatto un po' storcere il naso, insieme a delle piccole incongruenze della trama.

                          Una prova un po' deludente e sottotono da un'autrice da cui mi aspettavo molto di più, per via del fatto che gli altri suoi libri mi erano piaciuto davvero tanto.

                          Non vorrei che il personaggio di Matthew abbia detto già tutto quello che aveva da dire.



                          Voto: 1/5
                           

                            domenica 14 settembre 2008

                            Misery - Stephen King


                             

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                            Paul Sheldon, autore di una serie di romanzi a sfondo storico di grande successo, ha un grave incidente d'auto in cui perde i sensi. Rinviene in una casa isolata sulle montagne del Colorado in preda a dolori lancinanti causati dalle numerose fratture riportate, e trova al suo fianco la donna che gli ha salvato la vita e che lo saluta in modo del tutto inatteso:"Sono la tua più fervente ammiratrice!". Si tratta di Annie Wilkes, una imponente ex infermiera estremamente abile nel maneggiare sostanze stupefacenti e strumenti di tortura: la creatura più terrificante inventata da Stephen King. Affetta da grave psicosi, con un concetto del tutto personale del bene e del male, del giusto e dell'ingiusto, Annie non può perdonare a Paul di avere soppresso nell'ultimo romanzo il suo personaggio preferito, Misery, e vuole a ogni costo che lo scrittore lo resusciti per lei. Per fare in modo che Paul Sheldon ponga riparo ai suoi errori, Annie gli compra una macchina per scriveree una risma di carta e gli ordina di riportare Misery in vita. Bloccato su un a sedia a rotelle, stordito dai farmaci, chiuso a chiave nella sua stanza Paul non ha scelta.


                            La Recensione

                            Uno dei miglior libri del Re. Indubbiamente. A vedere alcuni scritti di oggi ci si fanno molte domande.

                            La tensione psicologica è alle stelle già dalle prime pagine del libro, la figura di Annie è superba, uno dei miglior cattivi che abbia mai solcato le pagine di un libro che ho letto.

                            L'unico appunto, anche se modesto, che si può fare alla storia è che secondo me si perde un poco verso i tre quarti del romanzo, per poi riprendere a correre veloce verso le ultime pagine. Alcune delle situazioni descritte sono veramente "micidiali" e ti tengono incollato letteralmente alle pagine. La psicologia psicotica/maniacale di Annie è resa perfettamente e ti ritrovi sempre a domandarti dove potrà arrivare.

                            Un libro "a stanza chiusa" che senza spaziare nei luoghi, entra e spazia nella mente dei due personaggi e ti porta verso la fine inesorabile.

                            Come quasi sempre accade il film meraviglioso che ne è stato tratto, non può certo eguagliare l'ancor più convincente e coinvolgente romanzo che arriva nelle profondità disturbate di Annie, cosa che nel film non accade.

                            Superbo.


                            Voto: 4/5

                              lunedì 1 settembre 2008

                              La chimica della morte - Simon Beckett (David Hunter #1)


                               

                              I Contenuti

                              Quando il corpo bizzarramente mutilato di una giovane donna viene ritrovato nelle paludi che circondano il villaggio di Manham, sperduto nel Norfolk, il dottor David Hunter non piange solo la perdita di un'amica, ma è costretto a fare i conti con il proprio doloroso passato. Un tempo autorevole antropologo forense, David si è seppellito nella sonnolenta Manham per lasciarsi alle spalle la tragedia famigliare che gli ha reso impossibile guardare con distacco clinico la macabra specialità cui doveva la propria fama: l'interpretazione dell'alchimia rovesciata della morte - che trasforma l'oro della vita nelle vili materie prime da cui è costituita - per risalire alle cause del decesso e all'assassino. Costretto con un velato ricatto morale a dare il proprio contributo alle indagini, il dottor Hunter viene trascinato in un intricato labirinto di sospetti dalla diffidenza e dal panico che cominciano a serpeggiare in paese dopo la seconda, misteriosa, sparizione, scatenando una caccia alle streghe sobillata delle prediche infuocate del reverendo Scarsdale. Mentre la spirale di raccapriccianti delitti sembra stringersi intorno allo stesso dottor Hunter, una più sinistra e sconvolgente scoperta lo attende al varco... Tra Thomas Harris, Jeffery Deaver, Patricia Cornwell il thriller, teso sulla corda di un incalzare paralizzante, che la stampa, inglese e tedesca, ha accolto come la rivelazione dell'anno.


                              La Recensione

                              Reputo che un buon giallo/thriller sia quello che mi induca a curiosare qualche paginetta più in là, tanta è la voglia di vedere cosa succede; quella smania di saltare le pagine e arrivare a vedere cosa succede "dopo". Questo libro mi ha proprio indotto a cercare di sbirciare le pagine più avanti (ho dovuto farmi forza per non farlo davvero) e credo che questa smania sia meglio di molte parole e di tante stelline.

                              Buoni i personaggi, il protagonista è ben costruito e la trama è accattivante, merito soprattutto dell'ambientazione (un piccolo paesino delle Broads inglesi) che ha un suo fascino davvero particolare e lega benissimo con la storia truce che vi si svolge.

                              Beckett ha una scrittura molto elegante, il suo punto forte è lo stile narrativo che coinvolge il lettore nella trama grazie a delle descrizioni meticolose e al tratteggio dei personaggi che risultano essere verosimili.

                              Molto interessanti anche le parti di antropologia forense" mai pesanti, digiribilissime e davvero curiose.

                              Menzione anche per i sensazionali colpi di scena finali: quello che si dice a sorpresa.

                              Consigliato.


                              Voto: 4/5

                                Oreno - Concordia Langobardorum 1167 - Circolo Culturale Orense


                                 

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                                Storia di Oreno e del giuramento di Pontida.


                                La Recensione

                                Libro acquistato durante la famosa "Sagra della Patata", tradizione centenaria per questo luogo medievale nella brianza milanese.

                                E' bello che accanto alle solite bancarelle piene di tutto e di niente tipiche delle fiere paesane di oggi (invece molto belle le iniziative legate alla sagra stessa a partire dalle rievocazioni storiche) ne ho trovata una, del Circolo Culturale Orense, che promuoveva la storia di questo piccolo centro che fu fulcro per periodo storici importanti. Per non dimenticare l'importanza storica di centri che oggi sono per lo più dimenticati.

                                Il libro poi è fatto bene e contiene un sacco di informazioni storiche, insomma una soprpresa magnifica, anche per la veste brossurata e le fantastiche fotografie all'interno.

                                Consiglio a tutti di visitare questa bellissima sagra di cui trovate tutte le informazioni sul sito del comune di Oreno.


                                Voto: 4/5
                                 

                                  martedì 26 agosto 2008

                                  Cassandra Compact - Robert Ludlum, Philip Shelby (Covert-One #2)


                                   

                                  I Contenuti

                                  Il colonnello Jonathan Smith, medico ricercatore, è a Venezia per una missione segreta, ma il partner russo con cui deve incontrarsi viene ucciso al momento dell'incontro. Prima di morire però dà a Smith un'informazione agghiacciante: qualcuno (qualcuno molto, molto potente) sta per far uscire dalla Russia un campione di virus del vaiolo. E' un virus micidiale che può scatenare un'epidemia di proporzioni catastrofiche. Inizia, in tutto il mondo, la lotta contro il tempo... Un romanzo che denuncia i rischi e le paure che possono colpire tutto il mondo: un complotto mondiale perfettamente organizzato che sembra addirittura più vero della realtà.


                                  La Recensione

                                  E' certo, ne sono sicurissimo, si sta rivoltando e girando all'infinito nella sua tomba. Povero Ludlum, poveri quegli scrittori che vengono riportati in vita sulle copertine dei libri per far vendere di più, per riportare sulla carta filoni narrativi

                                  Se ha potuto leggere il suo nome sulla copertina di questo insulso libro non ne può fare a meno. Uno che ha scritto la "trilogia di Bourne" o "Aquitania", solo per citarne due a caso della sua sterminata e vasta vita da scrittore non può avere scritto una cosa del genere e infatti il vero autore è questo mediocre Philby che ha avuto probabilmente il compito gigantesco e improbo di ricreare il mondo di "Covert-One" dopo la morte di Ludlum.

                                  Questo "libro" è un accozzaglia di stereotipi senza senso, personaggi che definire macchiette è riduttivo, una storia che è scritta con i piedi. Se avessi un cane potrei dire che lui scriverebbe di meglio.

                                  Ora ho il sano terrore di leggere gli altri libri che avevo acquistato dopo la morte dell'autore ed usciti postumi arrangiati da altri. Ho ancora i brividi a ripensare a questa storia... finito tappandomi il naso.

                                  Altamente pericoloso per la salute mentale.


                                  Voto:  1/5
                                   

                                    venerdì 22 agosto 2008

                                    Jurassic Park - Michael Crichton (Jurassic Park #1)


                                     

                                    I Contenuti

                                    In un'isola sperduta al largo del Costa Rica, il miliardario Hammond costruisce un gigantesco parco di attrazioni biologiche. Grazie all'ingegneria genetica, nel suo Jurassic Park rivivrà un intero ecosistema, compresi i terribili dinosauri carnivori: il gigantesco Tyrannosaurus Rex e i famelici Velociraptor. L'incubo che dominerà il romanzo nasce dal profondo della preistoria e si proietta su un presente dominato dalle arroganti certezze della scienza.


                                    La Recensione

                                    Credo che tutti praticamente abbiano visto il film, compreso me quando uscì al cinema. Decisamente un libro che è diventato film e ha smesso di essere libro.

                                    La trama è notissima: il progetto ambizioso dell'imprenditore Jhon Hammond che costruisce un enorme attrazione turistica, tra lo zoo e il parco di divertimenti, su un isola del Costa Rica. Attrazione del parco sono creature provenienti dal passato e riportate in vita con moderne tecniche di ingegneria genetica: i dinosauri. Come anteprima verrà organizzata una visita a cui prendono parte una serie di personaggi.

                                    Ho trovato questa edizione ormai ingiallita e mezza decrepita con il prezzo ancora in lire (bei tempi) in un'edicola in vacanza e ho fatto posto nelle mie letture perchè mi sembrava un romanzo tipicamente estivo, non so perchè.

                                    Devo dire che a dispetto delle aspettative abbastanza basse ho trovato il libro davvero gradevole e godibile, e alla fine l'ho gradito molto di più rispetto al film: i personaggi molto meglio costruiti, così come la trama che è molto più complessa e ben costruita e congeniata.

                                    Da notare gli schemi inseriti dal fisico "Ian Malcolm" chiamati "Iterazioni" che descrivono la complessità crescente della trama, che ovviamente nel film non sono stati affatto trasportati.

                                    Insomma un libro divertente che è stata una piacevole sorpresa, soprattutto perchè letto con tutta tranquillità in un bosco verde in mezzo alla natura, decisamente un contesto adeguato.


                                    Voto: 4/5
                                     

                                      sabato 16 agosto 2008

                                      La scomparsa dell'Erebus - Dan Simmons


                                       

                                      I Contenuti

                                      Il 19 maggio 1845, l'"Erebus" e la "Terror", due velieri agli ordini di Sir John Franklin e di Francis Crozier, salpano dall'Inghilterra alla ricerca del leggendario Passaggio a Nordovest; verranno ritrovati anni dopo intrappolati nel ghiaccio artico. Sulla base di un documentato episodio storico, Simmons racconta, con la consueta forza immaginativa, un'allucinante avventura. Gli equipaggi delle due navi, bloccati nella morsa del freddo e sprofondati nel silenzio spezzato solo dagli scricchiolii del ghiaccio e dalle tempeste di fulmini, si ritrovano a lottare contro gli elementi, ma anche contro la disperazione e la follia, sempre pronta a insinuarsi nelle menti dei marinai dispersi. Quando, alla morte di Franklin, prende il comando della spedizione Crozier, capitano della "Terror", il terzo inverno sulla banchisa è vicino e i superstiti si preparano ad affrontarlo nella speranza di resistere fino al disgelo. La situazione è prossima al disastro: le provviste scarseggiano e lo scorbuto comincia a mietere vittime. Tra ammutinamenti, crisi ed episodi di cannibalismo, l'isolamento non sembra però la minaccia peggiore. Mentre una giovane esquimese muta, soprannominata Lady Silence, si muove indisturbata sulla "Terror" e sparisce per giorni, insensibile a freddo e fame, sembra fare la sua apparizione una creatura sconosciuta, intelligente e malevola, che si aggira tra i ghiacci e dà la caccia agli uomini dell'equipaggio, uccidendoli a uno a uno... Con "La scomparsa dell'Erebus", Dan Simmons crea un ibrido letterario perfettamente riuscito, che fonde ricerca storica, romanzo horror e narrazione mitologica, lasciando con il fiato sospeso fino all'epilogo geniale e imprevedibile.


                                      La Recensione


                                      Amo questo autore, nella sua veste di scrittore di fantascienza dalla saga di Hyperion, una perla rara. Un esempio massimo di science-finction.

                                      Appena ho visto questo libro in libreria non ho potuto esimermi dal comperarlo, anche attratto dalla storia (vera e poi romanzata) che narra di quel 19 maggio 1845, quando l'Erebus e la Terror, due velieri agli ordini di Sir John Franklin e di Francis Crozier, salpano dall'Inghilterra alla ricerca del leggendario Passaggio a Nordovest; verranno ritrovati anni dopo intrappolati nel ghiaccio artico.

                                      L'aspetto veramente positivo di questo libro per me è stato il fatto di appassionarmi a questa fantastica avventura delle due bombarde: la "Erebus" e la "Terror" che mi ha fatto passare delle ore su internet per leggere di Francis Crozier (capitano della Terror) e delle sue imprese in Artide.

                                      Da sottolineare, ancora una volta, l'incomprensibile traduzione del titolo originale "Terror" in "La Scomparsa dell'Erebus"; ma questo è un discorso già fatto molte volte in passato.

                                      Per il resto ho fatto davvero fatica a completare la lettura, non per lo stile di scrittura di Simmons che trovo sempre molto particolare,  suggestivo ed evocativo ma perchè il libro è davvero troppo lungo in quanto infarcito di troppe "romanzature" come la comparsa del mostro mitologico esquimese e le troppe descrizioni marinare (per me indigeste e solo per esperti marinari); personalmente avrei trovato la storia meravigliosa se fosse stata lunga la metà.

                                      Diciamo che l'idea dell'ibrido letterario, che fonde ricerca storica, romanzo horror e narrazione mitologica non mi ha convinto più che tanto, avrei preferito un romanzo che parlasse solo dell'avventura in sè, soprattutto visto la spettacolare e particolare ambientazione.

                                      Anche il finale poi mi ha lasciato molto, molto perplesso; ho trovato decisamente più affascinante il finale nella realtà dei libri di storia.

                                      Uno spunto per conoscere un pezzo di storia e nulla più.


                                      Voto:  2/5